Stampa questa pagina

Più di 6 mila firme contro il porto turistico di Torre Blandamura

Ha raccolto più di 6mila firme in una sola settimana la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org dal Comitato per il parco del Mar Piccolo in difesa della pineta di Torre Blandamura. Nell’appello, rivolto alle Istituzioni, i promotori puntano il dito contro la costruzione di un porto turistico che, secondo loro, andrebbe a impattare negativamente su tutto l’ecosistema della zona.


“Nel Comune di Taranto”, si legge nel testo, “in località Torre Blandamura, lungo la costa orientale, in direzione del Salento, al confine con il Comune di Leporano sopravvive uno degli ultimi lembi naturali, non ancora distrutti dalla cementificazione selvaggia di cui la costa tarantina è stata oggetto a partire dagli anni '60. Tali interventi, spesso abusivi, hanno portato nel tempo, alla costruzione di ville e manufatti in prossimità del mare, alla distruzione degli ambienti naturali e al restringimento progressivo delle aree cui accedere liberamente al mare.”
“L'area di Torre Blandamura”, prosegue il testo della petizione, “ancora miracolosamente intatta, costituita da pinete di pino d'Aleppo, da arbusti di lentisco, fillirea, cisti e, in prossimità della costa, da vegetazione alofila protetta da leggi comunitarie, rischia di scomparire in quanto su questo territorio è prevista la realizzazione di un porticciolo turistico, di importanti superfici, con annesse infrastrutture a terra che porterebbe alla distruzione di tutta la vegetazione e alla cementificazione della scogliera. Il porticciolo andrebbe poi a distruggere anche l'ambiente marino a fronte di remoti vantaggi economici per i privati.”
“In questi giorni, sono già in corso le prime opere infrastrutturali”, spiegano i promotori, che continuano, “come la recinzione del cantiere, che di già impedisce l'accesso al mare, frequentato non solo dagli abitanti del posto ma anche della città, e la realizzazione di stradine che hanno già determinato lo sradicamento di vegetazione protetta. Oltre che alla distruzione degli ambienti naturali, stiamo assistendo all'ennesima privatizzazione degli ultimi lembi di costa in cui è possibile ancora accedere liberamente al mare. Aiutateci, con le vostre firme”, conclude il comitato, “a bloccare questa ennesima violenza al nostro splendido ambiente naturale!”

Vota questo articolo
(0 Voti)