Lunedì, 15 Agosto 2022

    Ilva, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

    Le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm di Taranto hanno proclamato lo stato di agitazione nello stabilimento siderurgico tarantino, dal momento che «la vertenza Ilva si avvita sempre di più e gli annunci del governo non si traducono in azioni concrete».

    Le sigle territoriali di categoria non sono più disponibili «ad assistere ad un percorso che tiene i lavoratori, un’intera città, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa e la sua filiera appesi ad un filo. - si legge in una nota congiunta- Lo stato dei fatti vede crescere il debito dello stabilimento, il declino della fabbrica, il non governo da parte del management, lo scoramento dei lavoratori e dei cittadini per le sorti di ciascuno».

    Nel frattempo «le legittime rivendicazioni delle ditte fornitrice, degli appalti e dell'indotto restano disattese e i lavoratori sono stremati dopo mesi di sacrifici e a rischio licenziamento collettivo». Di fronte a tutto questo, «il governo – dichiarano i sindacati – ha il dovere di assumere tutte le iniziative per applicare le leggi già varate. Va attuato il Piano ambientale e sanitario, realizzati gli interventi Aia, rilanciata la fabbrica per scongiurare che al disastro ambientale si aggiunga quello sociale e del lavoro».

    Le sigle sindacali di Fim, Fiom e Uilm ritengono quindi «non più rinviabile una giornata di mobilitazione generale, anche a carattere nazionale, nei confronti del governo, che coinvolga tutti gli stabilimenti del gruppo a sostegno delle ragioni della salute, del lavoro e del futuro della città di Taranto». Proclamano per tali ragioni lo stato di agitazione. Chiedono poi al governo di convocare subito un incontro e all'Ilva di pagare le prossime spettanze, compreso il “premio di risultato”.
    Intanto, questo pomeriggio si è svolto un incontro a Palazzo Chigi sull’Ilva al quale hanno preso parte il premier Matteo Renzi, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ed il commissario straordinario dell'Ilva Piero Gnudi. Al centro del colloquio i possibili strumenti che il governo può mettere in campo per il risanamento e il rilancio del colosso siderurgico italiano. Alla luce della proposta avanzata dal presidente Renzi circa l'ipotesi di nazionalizzazione della fabbrica, il commissario Gnudi informa che «abbiamo fatto una ricognizione della situazione del gruppo Ilva – ha detto al termine della riunione- e valutata la possibilità di un intervento pubblico».

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