Martedì, 29 Novembre 2022

    Marcegaglia, Fim, Fiom e Uilm: «il futuro dei lavoratori diventa sempre più incerto »

    Prosegue la vertenza dei lavoratori dello stabilimento Marcegaglia di Taranto. A detta dei sindacati di Fim, Fiom e Uilm, il destino degli operai diventa sempre più incerto. Da circa due giorni è iniziato il conto alla rovescia, dopo che l’azienda Marcegaglia ha inviato alle Segreterie Provinciali di Fim, Fiom e Uilm la lettera di apertura della procedura di licenziamento collettivo di tutte le maestranze.

    La distanza che separa la speranza dei lavoratori dal baratro è solo di 75 giorni, infatti il 18 novembre, se non interverranno fatti nuovi, tutti i lavoratori saranno posti in mobilità, visto che la copertura della cassa integrazione è prevista sino al 17 novembre 2015.

    Questi lavoratori abbandonati dall’azienda circa due anni fa, quando la stessa per strategia industriale decise che, tra i tanti stabilimenti in suo possesso, doveva chiudere quello di Taranto, e dopo essere stati ingannati da un’azienda piemontese la Otlec, che si impegnava ad assumere tutte le maestranze, cosa rivelatasi falsa, facendo perdere tempo prezioso (sei mesi), che potevano essere utile al fine della risoluzione della vertenza stessa, «si ritrovano a dover fare i conti con un sistema che dice di interessarsi della gente, ma che di fatto rimane indifferente di fronte a questioni sociali importanti, come la perdita del posto di lavoro». È quanto denunciano Piero Berettini della Fim Cisl, Giuseppe Romano segretario della Fiom Cigl e Cosimo Amatomaggio della Uilm Uil.
    «In questo momento – dicono i sindacati- diventa di vitale importanza un impegno concreto di tutte le forze Politiche e di tutte le Istituzioni, al fine di poter, prorogare la cassa integrazione, strumento necessario per poter continuare a sperare che un nuovo soggetto industriale si affacci nel territorio tarantino ridando certezze occupazionali e quindi di reddito, a questi lavoratori e alle proprie famiglie».
    Nella prossima settimana è già previsto un ulteriore incontro di verifica con l’azienda presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a valle del quale si terranno le assemblee sindacali dove saranno decise eventuali iniziative da intraprendere.

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