Martedì, 29 Novembre 2022

    Tct, i sindacati al Governo: «si riconosca la cassa integrazione a tutti i lavoratori» In evidenza

    L’incontro di martedì 1 settembre presso il Ministero del Lavoro, sulla vertenza Tct, ancora una volta, si è concluso con un nulla di fatto. «Permangono, ad oggi, - ribadiscono i sindacati- sostanziali differenze tra la Società decaduta dalla concessione (Taranto Container Terminal) e la parte Pubblica (Autorità Portuale-Presidenza del Consiglio-Ministero del Lavoro) nella definizione dell’accordo destinato a chiudere tutti gli aspetti “controversi” per il rilascio del terminal». 

    Più specificamente, i punti intorno a cui definire l’intesa sono, lo smaltimento dei fanghi, la cessione dei mezzi di banchina e la richiesta della Cassa Integrazione straordinaria per cessazione di attività per la totalità dei lavoratori dipendenti della Tct.

    «Nonostante lo avessimo detto all’inizio di questa complessa vicenda e ribadito in tutte le circostanze possibili, - riferiscono in un documento congiunto i segretario generali di Cgil, Cisl e Uil (Giuseppe Massafra, Daniela Fumarola e Giancarlo Turi) ed i segretari di categoria di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti (Oronzo Fiorino, Francesco Tursi e Carmelo Sasso)- la dinamica dell’accordo ha seguito logiche diverse da quelle suggerite, confermando tutte le nostre preoccupazioni per la messa in sicurezza dei lavoratori».  Poi aggiungono, «avevamo inoltre detto, che i 90 giorni messi a disposizione dalla procedura non sarebbero bastati per trovare un nuovo terminalista interessato ad investire su Taranto e, soprattutto, a dare continuità al rapporto di lavoro intrattenuto con i dipendenti della Società concessionaria del Terminal. E questo è ancor più acclarato se si valuta come si sia reso necessario far ricorso ad un allungamento dei tempi imposti dalla procedura (è intervenuta la proroga) per evitare di incorrere nella decadenza dal diritto di accesso alla Cassa integrazione». 

    Le argomentazioni, addotte in sede di trattativa da parte dei liquidatori «che impedirebbero di percorrere “l’ultimo miglio” devono essere superate senza ulteriore indugio. Esiste un impegno del Governo assunto nei diversi tavoli di confronto intrattenuti con le Organizzazioni Sindacali a garantire una transizione certa che assicuri il mantenimento dei livelli occupazionali in attesa della ripresa dei traffici».  

    Le conclamate complessità occupazionali che vive il territorio di Taranto sono tali che «non è possibile ipotizzare una soluzione diversa da quella della moratoria assicurata dalla Cig. Bisogna chiudere col passato» (ci si riferisce ai dragaggi del 2005 e al procedimento penale che ne seguì) «ma occorre anche puntare con immediatezza a costruire una prospettiva seria di futuro che metta al centro il tema dello sviluppo del Porto e la stabilità dei posti di lavoro».

    I sindacati chiedono pertanto al Governo, in occasione del prossimo incontro, che presumibilmente si terrà il prossimo giorno 9 settembre, «di porre fine a questa complessa vertenza con la sottoscrizione dell’accordo che riconosca il trattamento di integrazione a tutti i lavoratori di Tct». Gli altri aspetti, «benché, di sicura rilevanza possono essere trattati anche in tempi più distesi e con maggiore attenzione, fuori dalle ristrettezze temporali imposte dalla tempistiche delle procedure amministrative», concludono. 

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