Martedì, 29 Novembre 2022

    Vertenza Isolaverde: sindacati e Presidente della Provincia a confronto dal Prefetto

    Si è svolto nella mattinata di venerdì 4 settembre, un incontro in Prefettura in relazione alla gravissima situazione della società in liquidazione “Taranto Isolaverde”. Il Prefetto Umberto Guidato ha convocato il Presidente della Provincia Martino Tamburrano e le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Cobas, al fine di avviare un confronto sulla grave emergenza occupazionale dei lavoratori che proseguono senza sosta la loro protesta.

    Solo 24 ore fa, giovedì 3 settembre, i dipendenti hanno manifestato sotto la sede del Palazzo di Governo, incatenandosi e bloccando l'accesso in Provincia. Alcuni di loro sono anche saliti sul tetto dello storico edificio di via Anfiteatro, minacciando il suicidio. A ciò si aggiunge il grave episodio verificatosi nel pomeriggio. «Dopo un tentativo non riuscito di far recedere i lavoratori che sono in occupazione sul Palazzo della Prefettura, a mò di ricatto è stato impedito di portare loro acqua e cibo. A seguito di questa notizia – informa Salvatore Stasi referente Cobas- e che cade in una situazione di estrema esasperazione, uno dei lavoratori in occupazione ha avuto atti di auto lesionismo e si è tagliato il ventre». Si è reso necessario l'intervenuto del 118, ma il lavoratore, da quanto si apprende, ha rifiutato il ricovero e si è fatto solamente medicare. «Solo dopo questo atto sono stati garantiti ai tre lavoratori il rifornimento di acqua e cibo; e parliamo di due lavoratori cardiopatici ed uno diabetico. Gli stessi lavoratori, ad ulteriore supporto della loro lotta e per risolvere una situazione la cui gravità è sotto gli occhi di tutti e per dimostrare ulteriormente la loro dignità hanno deciso di rifiutare il cibo e sono entrati in sciopero della fame».

    A testimonianza della criticità e dei toni esasperati che ha assunto questa vertenza, il prefetto Umberto Guidato, ha convocato le parti per individuare, ove possibile, soluzioni atte a tutelare i 231 lavoratori.
    «In base alla legge regionale – fa sapere il presidente della Provincia Martino Tamburrano- possiamo mantenere solamente le deleghe della manutenzione caldaie e la pulizia delle strade. Per le altre attività vedremo come ricollocare le unità lavorative attraverso la mobilità tra partecipate o la collaborazione dei sindaci della Provincia per riassorbire gli esuberi. Altre soluzioni non ce ne sono. Dobbiamo solo pensare a traguardare ipotesi fattibili per poter garantire i servizi».
    All'incontro hanno preso parte i segretari territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Cobas, oltre ad una rappresentanza di lavoratori. Secondo quanto riferisce Paola Fresi della Filcams Cgil, «sono stati assunti degli impegni, ma il problema è solo uno: non ci sono soldi. Se non si reperiscono fondi la situazione rischia di degenerare. Potrebbe essere utile l'aiuto dei comuni dei paesi limitrofi che potrebbero assorbire una parte di lavoratori, trasferendoli da una partecipata all'altra. Però, i sindaci più volte coinvolti, non sono stati molto presenti».
    Anche Salvatore Stasi, per i Cobas si dice «insoddisfatto. Non abbiamo risolto nulla. Sono stati riconfermati i licenziamenti per i dipendenti».
    I lavorati sono esasperati. Sono sette mesi che non percepiscono lo stipendio ed è dunque giustificabile lo stato di malessere dei padri di famiglia che proseguono la protesta a Palazzo del Governo.
    In queste ore, i sindacati incontreranno il consiglio d'amministrazione della società Taranto Isolaverde. «Cerchiamo di trovare soluzioni alternativa, alla procedura di licenziamento, per aiutare i lavoratori. - informa Franco D'Andò della Fisascat Cisl- Il prefetto si è impegnato a far da tramite con il sottosegretario al lavoro, l'onorevole Teresa Bellanova, perché si faccia carico di reperire risorse per garantire gli ammortizzatori sociali agli operai. Una cinquantina di lavoratori, saranno invece accompagnati alla pensione con lo strumento della mobilità, così da alleggerire i costi dell'azienda».
    La protesta intanto continua.

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