Martedì, 29 Novembre 2022

    Isolaverde, avviato il tavolo. Gli operai denunciano: «vergognosa assenza dei principali soggetti istituzionali» In evidenza

    Si è insediato in Provincia, nel pomeriggio di lunedì 7 settembre, un tavolo permanente per discutere e individuare soluzioni concrete per i 231 lavoratori di Taranto Isolaverde. Assenti però, denunciano gli operai, le principali cariche istituzionali.

    Dopo l'incontro svoltosi in Prefettura lo scorso 4 settembre, in relazione alla gravissima situazione della società in liquidazione “Taranto Isolaverde”, alla presenza del Prefetto Umberto Guidato, del Presidente della Provincia Martino Tamburrano e delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Cobas, è stato avviato nella giornata di ieri un confronto istituzionale al fine di aggravare ulteriormente la situazione degli operai, senza stipendio da diversi mesi. 

    Tra le proposte avanzate da Tamburrano, c'era la possibilità di ricollocare le unità lavorative attraverso la mobilità tra partecipate o la collaborazione dei sindaci della Provincia per riassorbire gli esuberi. Mentre il Prefetto Guidato, avrebbe sollecitato il sottosegretario al lavoro, l'onorevole Teresa Bellanova, per reperire risorse tali da garantire gli ammortizzatori sociali agli operai.
    Tuttavia i lavoratori, denunciano «la vergognosa assenza dei principali soggetti istituzionali coinvolti, tra cui il Presidente della Provincia Tamburrano, il vicepresidente Azzaro, i Dirigenti dei Settori Attività Produttive,Istruzione e Gestione Scolastica, il Prefetto di Taranto come rappresentante dello Stato, il Cda di Tarantro Isolaverde mentre la Regione non è stata neanche convocata. Chi decide in un tavolo istituzionale deserto? Le solite pagliacciate delle istituzioni tarantine». Questa la denuncia dei lavoratori a rischio licenziamento che continuano a ricevere solo promesse, «dopo giorni di occupazione, dopo notti insonni aspettando un nuovo giorno nella speranza che le cose cambiassero e che qualcuno si accorgesse di noi, - si legge in una lettera aperta a firma degli operai- dei nostri problemi legati alla mancanza del lavoro, dello stipendio per più di 6 mesi, con le bollette che arrivano sempre regolari e che vengono accantonate su di un tavolo, dell'impossibilità di fare una visita medica perchè non ci sono soldi per pagare il ticket». 
    I giorni passano e «spinti dal bisogno, dalla stanchezza e dall’esasperazione, si pensa ancora a come attirare l’attenzione andando sui cornicioni, ad autolesionarsi, a minacciare il suicidio ottenendo addirittura negazioni a cibo ed acqua purchè desistessimo da quella protesta, pur coscienti delle conseguenze».
    I lavoratori continueranno a rivendicare i loro diritti, il diritto a vivere, a lavorare, a mantenere le loro famiglie, a mangiare. «Non finisce qui», dicono.

    Secondo il giudizio della Filcams Cgil, «la Provincia offende il territorio». Il sindacato denuncia infatti che «quando le videocamere si spengono l’interesse per le vertenze del territorio cala vertiginosamente. Altrimenti non si spiega come mai, oltre i proclami di disponibilità e impegno, di fatti concreti non c’è nulla. Non può che essere questo il commento a quella perdita di tempo di ieri pomeriggio, che aveva il roboante titolo di “riunione tecnica” e in realtà non è stata altro che la solita cantilena di promesse e ritornelli. Inoltre, al tavolo mancavano le rappresentanze fondamentali dei tecnici della Provincia e il rappresentante del Governo, com'era stato annunciato nella nota di convocazione del tavolo».
    Come Filcams Cgil «abbiamo fatto appello al senso di responsabilità della Provincia e alla concretezza, ma i gesti di disperazione degli operai di Taranto Isolaverde non bastano a dimostrare quanto grave sia la situazione dei lavoratori della partecipata e delle loro famiglie. A queste persone, a tutto il territorio che sta vivendo, in questo momento, la duplice offesa dell’emorragia di posti di lavoro e di una situazione stradale pessima, si deve rispondere in merito ai fondi che hanno trovato altra destinazione rispetto al pagamento degli stipendi, a quei novecentomila euro che probabilmente avrebbero fruttato di più se investiti in un’altra maniera invece di alleviare le sofferenze di centinaia di tarantini. Lo spettacolo a cui siamo costretti ad assistere sta assumendo toni grotteschi e questa mancanza di responsabilità da parte di alcuni livelli politici è un’offesa al territorio. I 231 lavoratori sono da sei mesi senza stipendio e i gesti di disperazione a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni potrebbero moltiplicarsi se non si agisce immediatamente».

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