Martedì, 29 Novembre 2022

    Caos Poste Italiane, Lumino (Slc Cgil): «cittadini e lavoratori onesti, vittime del clientelismo»

    «Se i cittadini vedessero cosa accade nei centri di recapito di Taranto alla loro posta, alle loro bollette e ai loro pacchi non osiamo immaginare come si sentirebbero». È il duro attacco di Andrea Lumino, segretario generale della Slc Cgil Taranto a proposito dei disservizi nel capoluogo ionico e della pessima gestione di Poste Italiane.

    I«Da tempo – ha proseguito Lumino - Slc Cgil denuncia la disorganizzazione totale degli uffici e del personale del recapito e i continui problemi legati alla distribuzione della posta che inevitabilmente si ripercuotono sui cittadini e su quei lavoratori onesti che sono costretti a sopperire alle mancanze aziendali e, troppo spesso, a diventare bersaglio di accuse degli utenti esasperati».
    A detta del segretario generale della Slc Cgil, «è un contesto desolante soprattutto all'inizio di un percorso importante e delicato come quello della privatizzazione di Poste italiane nel quale un sindacato “normale” si aspetterebbe che l'azienda si mettesse all'opera per risolvere i problemi e invece, no. Bisogna infatti chiarire che Poste Italiane non è un'azienda realmente privata: ancora oggi assistiamo al clientelismo e favoritismo più sfrenato e l’azienda rimane governata dalla più asfissiante e becera cogestione consociativa con una sola sigla sindacale, in completa distonia con tutti i problemi di questo momento e mirata solo al mantenimento e ingrossamento degli adepti sindacali della solita sigla».
    A Taranto, ha aggiunto Lumino, «oltre a una distribuzione della posta insufficiente e inadeguata che causa enormi disagi ai cittadini, bisogna lottare anche contro le promozioni, le assegnazioni dei mezzi o degli straordinari in barba alle regole e a favore degli iscritti al solito sindacato.
    Una situazione intollerabile che dovrebbe interessare anche le associazioni dei consumatori per verificare e denunciare agli organi preposti quello ciò che accade. Forse anche l’intervento di qualche giornalista audace servirebbe per svelare ai cittadini il quadro imbarazzante della situazione interna a Poste italiane. Da un lato la più grande azienda di questo Paese soccombe di fronte al clientelismo, all'autoconservazione della casta, dei suoi favori e alle logiche di potere, dall’altra A pagare il conto però sono al solito i lavoratori onesti e cittadini ignari, vittime inermi di scelte aziendali e para sindacali utili solo agli “amici degli amici”».
    Dopo aver auspicato un cambiamento e «nella piena consapevolezza che, anche in Poste Italiane, Taranto è diventata terra di conquista di scelte prese a Bari e a Roma, - conclude- come Slc Cgil non ci stiamo e rendiamo noto che alzeremo il livello dello scontro, invitando l'azienda (e non solo) ad attenersi scrupolosamente a contratti ed accordi, altrimenti non avremo timore ad andare nei tribunali un giorno sì e l'altro pure. Questo sdegno e questo rammarico ci spingono ad andare avanti e a chiedere il sostegno delle associazoni e dei cittadini: perché non vogliamo rimanere terra di conquista».

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