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La troccola ha appena finito di sfilare lungo la navata della Concattedrale lasciando il suo crepitìo scorazzare lungo l’alto soffitto per diffondersi in ogni angolo della Gran Madre di Dio, riempita fino all’ultimo posto dal confratelli, molti dei quali costretti a rimanere in piedi, quando a prendere la parola, per la rituale preghiera di inizio assemblea, è il padre spirituale della confraternita del Carmine, mons. Marco Gerardo.


«Sapete quale uno dei ruoli del padre spirituale?», ha chiesto ai confratelli. «Quello di dare i numeri», ha risposto subito dopo giocando sulle parole. E i numeri che il padre spirituale snocciola sono numeri che raccontano come quello delle “gare” per l’aggiudicazione dei simboli sia soltanto un aspetto dell’attività del sodalizio.
«Dal 2024 ad oggi oltre 111mila euro (111mila 393 per l’esattezza) sono stati utilizzati per opere di carità» riassumibili in 56mila 149 euro per assistenza agli enti diocesani (parrocchie, conventi, movimenti assistenziali ecc.) e 55mila 244 euro per opere di carità come pagamento di bollette e cure mediche per famiglie particolarmente bisognose. A queste cifre vanno aggiunti 438mila euro  per forniture di servizi, lavori edili, fiorai, manutenzioni e quant’altro che tradotto vuol dire lavoro per 75 ditte , «60 delle quali della provincia di Taranto», ha sottolineato mons. Gerardo che subito aggiunge: «in pratica uno stipendio per 300 famiglie per un mese». Cifre alle quali vanno aggiunti i 14mila 544 pasti dispensati dal 2024 ad oggi, tutti i giorni compresi i festivi, per una media di 50 bisognosi al giorno.
«Altro che gare record come la stampa è solita titolare», ha poi concluso mons. Gerardo, «qui è giusto parlare di carità record».
La fede trascinatrice dell’impegno che sorregge i confratelli, soprattutto quelli impegnati nei cortei processionali della Settimana santa è stata al centro del breve intervento di mons. Paolo Oliva, vicario episcopale per il laicato, che ha portato la benedizione dell’arcivescovo Ciro Miniero. «Tanti – ha sottolineato mons. Oliva – non conoscono le emozioni spirituali dei confratelli che si fanno celebrazioni continue. Tutta la città e la diocesi – ha concluso – guardano a questa Settimana santa perché voi siete i messaggeri della speranza anche se il vostro volto è celato sotto il cappuccio».
Ma organizzare la processione dei Misteri in città vecchia «quest’anno è stato davvero faticoso», ha sottolineato il priore della confraternita del Carmine, Antonello Papalia, che ha aggiunto: «tante cose sono cambiate rispetto a 10 anni fa (anche in quell’occasione la processione variò il suo consueto percorso attraversando l’isola, ndc). Ma non mi sono tirato indietro assumendomi responsabilità. L’ho fatto per voi – ha sottolineato rivolgendosi ai confratelli – perché so qual è il vostro senso di responsabilità che è quello che da 350 anni a questa parte ha segnato la storia della nostra confraternita».

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