CRONACHE TARANTINE
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Una lettera e una maglietta con sopra scritto “I bambini di Taranto vogliono vivere”. L’hanno fatta recapitare alla sindaca di Genova, Silvia Salis, i componenti l’associazione Genitori tarantini.
Un’iniziativa per evidenziare alla prima cittadina del capoluogo ligure, città gemella di Taranto per via degli insediamenti ex Ilva, come la città dei due mari soffra per tutti i problemi legati alla produzione a carbone dell’acciaio anche per via di scelte di politica industriale che hanno portato nel tempo (2005) alla chiusura dell’area a caldo con conseguente installazione nell’acciaieria tarantina di altre due batterie e un nuovo altoforno.
«Da tarantini – si legge in un passaggio della lettera – ci piace che, con un Accordo di programma, siano stati in ogni modo tutelati tutti i posti di lavoro, a Cornigliano; meno piacevole, per noi, è stato apprendere che la stessa produzione chiusa per sempre a Genova diventava a Taranto "strategica per la nazione"».
E, ancora, si legge nella missiva dei Genitori tarantini, «ci è piaciuta la lotta delle donne di Cornigliano, appoggiata anche dai lavoratori, che ha portato al risultato che tutti ricordiamo; meno ci è piaciuta la loro mancata risposta alla nostra richiesta di solidarietà» così come non è piaciuto il gesto «di qualche suo concittadino che, nel 2016, allorquando facemmo affiggere nella sua città un manifesto di metri 6x3, ritenne giusto, dopo soli due giorni, strapparlo. Eppure sul manifesto, che presentava una visione notturna con le incredibili e inaccettabili emissioni dell'ex Ilva, era scritto semplicemente: “Anche i bambini di Taranto vogliono vivere”».
E se è giusto «che a Cornigliano si continui a laminare a freddo, consentendo agli abitanti di vivere in un ambiente salubre» è giusto, è la domanda che i Genitori tarantini pongono alla sindaca Salis, «farlo con acciaio prodotto a Taranto, con le conseguenze ambientali e sanitarie che tutti conoscono solo in parte e che studi e ricerche hanno evidenziato come inumane? Ci piace – si legge nella lettera firmata dalla presidente dell’associazione, Cinzia Zaninelli - che le vecchie combattenti genovesi siano ritornate in campo per scongiurare l'eventuale costruzione di un forno elettrico (cosa, in ogni caso, davvero improbabile, che suona giusto come propaganda ingannevole dell'attuale governo), ma non viene spesa una sola parola contro l'idea che se ne installino almeno 3, a Taranto. Ricordiamo sommessamente che la produzione che continua a uccidere i tarantini, a cominciare dai bambini, serve per fare lavorare i dipendenti di Cornigliano. Le sembra giusto questo?».
Nella lettera i Genitori tarantini ricordano alla sindaca di Genova l’azione inibitoria con richiesta di chiusura della produzione a caldo promosso al Tribunale di Milano. «Dopo aver mosso la
Corte di Giustizia dell'Unione europea verso una sentenza storica (25 giugno 2024), ora attendiamo da Milano la sentenza. Con moderato ottimismo e, lo desidereremmo tantissimo, con la solidarietà della sindaca di Genova».
E poi il post scriptum, subito dopo la data e la firma: «La maglietta della nostra associazione è per lei. È sua facoltà scegliere di mostrare la solidarietà verso i bambini di Taranto indossandola in un evento pubblico. Grazie».
Il testo integrale della lettera
Alla Sindaca
del Comune di Genova
dott.ssa Silvia Salis
Gentilissima Silvia Salis,
ci sono cose e situazioni che piacciono, ma ce ne sono altre che piacciono meno. Lo diciamo da tarantini, abitanti dell'unico posto dell'intera Unione europea inserito tra le "zone di sacrificio" dalla Commissione per i Diritti umani dell'ONU (22/01/2022), una macchia sulla coscienza dell'umanità. Ricordiamo che nel rapporto citato si legge: "Spesso le zone di sacrificio sono create dalla collusione tra governi e imprese". E ancora: "Gli abitanti delle zone di sacrificio sono trattati come usa e getta". Lei crede che questo sia giusto?
Da tarantini ci piace che Genova si sia liberata della produzione a caldo, nel 2005; ci piace meno che, per arrivare a questo, siano stati installati nell'acciaieria tarantina altre due batterie e un nuovo altoforno.
Ci piace che, con un Accordo di programma, siano stati in ogni modo tutelati tutti i posti di lavoro, a Cornigliano; meno piacevole, per noi, è stato apprendere che la stessa produzione chiusa per sempre a Genova diventava a Taranto "strategica per la nazione".
Ci è piaciuta la lotta delle donne di Cornigliano, appoggiata anche dai lavoratori, che ha portato al risultato che tutti ricordiamo; meno ci è piaciuta la loro mancata risposta alla nostra richiesta di solidarietà. Non ci è piaciuta l'infame azione di qualche Suo concittadino che, nel 2016, allorquando facemmo affiggere nella Sua città un manifesto di metri 6x3, ritenne giusto, dopo soli due giorni, strapparlo. Eppure sul manifesto, che presentava una visione notturna con le incredibili e inaccettabili emissioni dell'ex Ilva, era scritto semplicemente: "Anche i bambini di Taranto vogliono vivere".
È giusto, secondo noi, che a Cornigliano si continui a laminare a freddo, consentendo agli abitanti di vivere in un ambiente salubre; ma è giusto farlo con acciaio prodotto a Taranto, con le conseguenze ambientali e sanitarie che tutti conoscono solo in parte e che studi e ricerche hanno evidenziato come inumane?
Ci piace che le vecchie combattenti genovesi siano ritornate in campo per scongiurare l'eventuale costruzione di un forno elettrico (cosa, in ogni caso, davvero improbabile, che suona giusto come propaganda ingannevole dell'attuale governo), ma non viene spesa una sola parola contro l'idea che se ne installino almeno 3, a Taranto. Ricordiamo sommessamente che la produzione che continua a uccidere i tarantini, a cominciare dai bambini, serve per fare lavorare i dipendenti di Cornigliano. Le sembra giusto questo?
Sappiamo perfettamente che nessuno forno elettrico verrà installato, né a Genova né a Taranto, in quanto la nuova Aia non fa alcun riferimento a quella che allegramente viene chiamata decarbonizzazione, ma parla esclusivamente di una produzione a caldo fino a 6 milioni di tonnellate/anno: laminazione pulita per Genova, malattie e morte per Taranto.
L'associazione Genitori tarantini ha promosso, nel 2022, presso il tribunale di Milano un'azione inibitoria con richiesta di chiusura della produzione a caldo. Dopo aver mosso la Corte di Giustizia dell'Unione europea verso una sentenza storica (25 giugno 2024), ora attendiamo da Milano la sentenza. Con moderato ottimismo e, lo desidereremmo tantissimo, con la solidarietà della sindaca di Genova.
Con grande rispetto, La salutiamo.
Associazione Genitori tarantini
(Presidente Cinzia Zaninelli)
Taranto, 25 luglio 2025
P.S. La maglietta della nostra associazione è per Lei. È Sua facoltà scegliere di mostrare la solidarietà verso i bambini di Taranto indossandola in un evento pubblico. Grazie.