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Il quartiere Salinella si prepara a diventare l’area a verde attrezzata più grande della città.

Tutto questo grazie al via libera arrivato qualche settimana fa in Consiglio comunale quando il provvedimento che riguarda il progetto del Parco della Salina piccola è stato votato all’unanimità e andrà a fare il paio con il futuro Parco sportivo del Mediterraneo componendo, così, la spina dorsale della cintura verde della città rigenerando, di fatto, l’intero quartiere riconnettendolo al resto della città.

Dopo l’approvazione avvenuta in Consiglio comunale si dovrà procedere, adesso, con l’adozione di ulteriori atti deliberativi per definire la governance del parco, le modalità di gestione e l’avvio dei lavori. È probabile che vengano coinvolti anche enti locali e associazioni territoriali per garantire una gestione partecipata.

Il Parco è parte di un piano più ampio di rigenerazione urbana e valorizzazione ambientale, sostenuto dal bando nazionale Italia City Branding 2020, bando del governo italiano pubblicato nel 2020 con l'obiettivo di selezionare 20 città pilota per elaborare e attuare piani di investimento volti a rendere queste città più attrattive economicamente. Il finanziamento complessivo di 6,5 milioni di euro è già stato assegnato e la progettazione definitiva è stata affidata a un team tecnico della provincia di Treviso. Il progetto è stato cofinanziato dalla precedente amministrazione comunale con 800mila euro.

Taranto, dunque, da città dell’acciaio prova a trasformarsi in capitale mediterranea della sostenibilità, in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026 con un intervento volto a riconfigurare il rapporto tra sistema idrografico e antropizzazione, e a riconnettere alla città il quadrante sede dei principali impianti sportivi attraverso la realizzazione di una infrastruttura verde.

 

Cos’è la Salina piccola

La Salina Piccola è, insieme alla Salina grande e alle Terre Salse, una delle tre saline naturali storiche di Taranto, situata nel quartiere Salinella. Un tempo palude salmastra, oggi è riconosciuta come area di grande valore ecologico e paesaggistico, ricca di biodiversità: vi si trovano salicornie, tamerici, aironi, anfibi e insetti rari.

 

Il progetto del Parco

Il Comune di Taranto ha affidato la progettazione definitiva del Parco della Salina piccola nel 2023.  come già detto è cofinanziato con 800.000 euro grazie al bando nazionale Italia City Branding, promosso dal Governo Conte II. L’obiettivo è creare un grande polmone verde urbano, parte della “Green Belt Est” della città, insieme al futuro Parco sportivo del Mediterraneo. Il parco sarà anche un simbolo dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026.

 

Le finalità

Il Parco della Salina piccola punta alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione ambientale del quartiere Salinella e a dare vita a insediamenti di agricoltura biologica sui terreni abbandonati. Inoltre ha lo scopo di educare alla sostenibilità ambientale oltre che a creare attività ricreative sostenibili attraverso programmi di inclusione sociale con la partecipazione delle associazioni locali.

I fondi provengono dal bando nazionale Italia City Branding 2020 promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Conte II e teso a progetti di rigenerazione urbana, valorizzazione ambientale e coesione sociale in città strategiche come Taranto. Il finanziamento è stato destinato a tre interventi: messa in sicurezza idraulica del quartiere Salinella (intervernto in fase di attuazione dopo il via libera della Regione Puglia), realizzazione del Parco della Salina piccola e realizzazione del Parco urbano sportivo dei Giochi del Mediterraneo.

 

Chi gestirà il Parco

Il Parco rientra in una più ampia strategia di rigenerazione urbana promossa dal Comune di Taranto, che punta a trasformare l’area Salinella in un polo verde multifunzionale. La gestione sarà presumibilmente pubblica, con il Comune come ente capofila, ma aperta alla partecipazione di associazioni, enti del terzo settore e cittadini. L’Osservatorio permanente Salinella (OpS) ha avuto un ruolo centrale nella fase di ascolto e progettazione partecipata. Si ipotizza che possa contribuire anche alla gestione, promuovendo educazione ambientale, attività ricreative e culturali, monitoraggio della biodiversità.

Nel Parco saranno previste funzioni di tutela ambientale come conservazione della flora e fauna tipica delle zone umide; di agricoltura biologica con il recupero di terreni abbandonati per coltivazioni sostenibili; sport e tempo libero grazie all’utilizzo di aree attrezzate per attività all’aperto, anche in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026; di inclusione sociale attraverso percorsi accessibili e iniziative rivolte a fasce fragili della popolazione.

 

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