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Il dossier su palazzo d’Ayala Valva è sul tavolo del sindaco di Taranto, Piero Bitetti. È quanto trapela da Palazzo di Città.

Il Comune, infatti, potrebbe valutare l’incartamento relativo al progetto esecutivo per la realizzazione nello storico palazzo di una struttura ricettivo-alberghiera di lusso per cercare di capire se ci sono margini di intervento sulla sua destinazione d’uso.

Originariamente il palazzo, costruito nel XVIII secolo da don Ignazio Marrese e successivamente  acquistato nel 1800 dalla famiglia d’Ayala Valva, dopo una poderosa ristrutturazione, era stato destinato ad accogliere un polo museale (in passato, infatti, l’immobile ha già ospitato i reperti del museo etnografico “Alfredo Majorano” ora esposti a Palazzo Pantaleo).

Successivamente, candidato ai fondi messi a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), la destinazione d’uso del palazzo era stata variata in struttura ricettiva. Tanto da essere ammesso al finanziamento di 7 milioni 200mila euro (6 milioni per la realizzazione nell’immobile della struttura ricettiva e 1,46 milioni per il restauro di nove ipogei) rientranti nel programma di riqualificazione della città vecchia.

A far valutare al sindaco Bitetti la possibilità di rivedere l’intero dossier è stato il movimento di opinione sollevatosi alla notizia di qualche giorno fa della consegna del cantiere per i lavori di riqualificazione all’impresa appaltatrice GE.DI. GRUP S.p.a..

Ad andare in pressing sull’amministrazione comunale sono state diverse associazioni culturali ioniche. Tra queste Nobilissima Taranto che nella mattinata del 29 agosto ha tenuto una conferenza stampa nel corso della quale ha proposto lo stralcio dal progetto del  piano nobile del palazzo (il primo piano per intenderci) sul quale insistono tre saloni di pregio artistico e architettonico: la sala degli Specchi, la sala delle Porcellane e la sala Convivio caratterizzate da soffitti lignei dipinti, affreschi e pavimenti maiolicati di grande pregio con affreschi tra i quali spicca un San Francesco che soccorre gli ammalati opera dell’artista Michele Ragolia.

Secondo il progetto, infatti, nei tre saloni dovrebbero essere ricavate sei suite. La proposta è stata, appunto, quella di preservare il piano nobile e di utilizzare per il resort di lusso il secondo piano dello stabile che consta, complessivamente, di 30 stanze tutte di pregio artistico e con un invidiabile affaccio sulla rada di Mar Grande.

Così come altre associazioni culturali (Italia Nostra - sezione di Taranto, Associazione Italiana di Cultura Classica - delegazione di Taranto, Amici dei Musei di Taranto, Orizzonte Cultura 2.0, FAI - comitato di Taranto) hanno interessato il sindaco sulla questione evidenziando come il progetto preveda lo spostamento di un esteso soffitto ligneo dipinto, operazione che, secondo le associazioni, potrebbe risultare invasiva e dannosa.

Al coro delle associazioni si è anche unito il gruppo territoriale del M5S (il finanziamento Cis è stato approvato durate il governo Conte II) che al sindaco ha chiesto di revocare in autotutela l’iter del procedimento.

 

Bus rapid transit (Brt), novità in arrivo

Ci sarebbero novità in vista per quanto riguarda il progetto del Bus rapid transit, le Brt. Ad essere soggetto a possibili variazioni è il tracciato dei bus rapidi per quanto riguarda il passaggio in città vecchia.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno e da conferme indirette ricevute da Cronache tarantine, l’amministrazione comunale starebbe valutando l’ipotesi di non prevedere più il doppio senso di marcia per i bus in via Garibaldi, in città vecchia. Questo per poter venire incontro alle esigenze dei commercianti e degli esercizi commerciali della zona nonché per ovviare alla soppressione di posti auto che il doppio senso di circolazione comporterebbe.

Come si ricorderà, il progetto del Brt ha un’estensione complessiva di 83 km e consta di due linee: la Linea Rossa, che ha uno sviluppo di 44 chilometri, e la Linea Blu di circa 39 chilometri.

La Blu “Tamburi-Talsano” collegherà il quartiere Tamburi a Talsano servendo nel suo percorso la Città Vecchia, il quartiere del Borgo, l’ospedale SS. Annunziata, la base della Marina militare e la periferia sud della città. Il percorso individuato presenta due diramazioni, la prima interna al quartiere Tamburi e, la seconda, all’altezza dell’intersezione tra corso Italia e via Ancona per servire il quartiere di via Lago di Montepulciano.

La linea Rossa, “Paolo VI - Cimino” collegherà il quartiere Paolo VI alla pineta Cimino, toccando nel suo percorso: l’ospedale “San Giuseppe Moscati”; il Polo tecnologico; la Corte d’Appello; la Motorizzazione civile; la nuova stazione Nasisi; il quartiere Tamburi; Porta Napoli; la Città Vecchia; il Borgo, il quartiere Salinella e quello di Solito Corvisea fino al Terminal Cimino.

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