CRONACHE TARANTINE
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Un tavolo tecnico con Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Regione Basilicata per far fronte alla sospensione, a partire dal 1°ottobre, del Frecciarossa Taranto-Roma.
A chiederlo con insistenza alla giunta regionale pugliese è il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia, che parla di notizia pessima «che rischia di provocare disagi enormi ai cittadini e noi dobbiamo esperire ogni strada utile a scongiurarli».
Tra Regione e Basilicata e Trenitalia c’è un accordo che scade a fine dicembre 2025 e che l’ente locale lucano non intende più rinnovare. La Puglia, in tutto ciò, sottolinea Di Cuia, «ha beneficiato del treno veloce verso la Capitale senza mai finanziare il collegamento. Perciò, posto che era un treno molto apprezzato e utilizzato dalla nostra utenza, chiedo formalmente alla Giunta regionale – conclude Di Cuia - cosa intende fare: vuole investire e garantire il servizio all'area ionica, promuovendo anche un tavolo tecnico, oppure continuerà a fare economia, penalizzando i tarantini?».
Di isolamento per il fatto che Taranto è l’unico capoluogo della Puglia che non si trova sulla dorsale adriatica parla Luca Lazzàro, consigliere comunale di Forza Italia. «Le strade si fermano a Massafra, l’aeroporto resta chiuso al traffico civile e, dal 1° al 28 ottobre, anche il Frecciarossa sarà sospeso. Per quasi un mese la città perderà l’unico collegamento veloce con Roma e Milano», accusa Lazzàro.
«Questo – conclude Lazzàro - è il bilancio di vent’anni di centrosinistra, che hanno trattato Taranto come un semplice bacino elettorale o come una dependance di Bari, senza mai investire davvero sulla città. È arrivato il momento di dire basta. Taranto merita collegamenti veri e un futuro capace di trattenere i suoi ragazzi. Non servono altre chiacchiere, non servono altre promesse: servono scelte concrete, subito».
Forte preoccupazione è stata espressa anche da Casartigiani Taranto che chiede l’istituzione di un tavolo di programmazione e di confronto. Secondo l’associazione datoriale delle aziende artigiane, la limitazione del collegamento «comporterà conseguenze significative, in particolare per i viaggiatori pendolari che dovranno adattarsi a soluzioni alternative».
Fino a settembre dello scorso anno il Frecciarossa Taranto-Roma, secondo i dati in possesso di Casartigiani Taranto, garantiva circa 500 passeggeri giornalieri, soprattutto pendolari, e la sua sospensione «rischia – afferma il segretario provinciale e regionale, Stefano Castronuovo - di isolare ulteriormente la città, con effetti negativi sul pendolarismo, sulle relazioni commerciali e sull’immagine del territorio. Inoltre, la mancanza del servizio, anche se temporanea, potrebbe generare un impatto negativo non solo sul pendolarismo e sulle relazioni commerciali ma, anche, sull’immagine di Taranto, già a rischio di isolamento».
Per quanto riguarda la tratta Taranto-Bari, il cui ripristino del servizio avvenuto il primo settembre è stato accolto positivamente, le interruzioni temporanee previste fino a dicembre «potrebbero – sostiene Castronuovo - frammentare ulteriormente la mobilità regionale. Nel 2023, questa tratta registrava una media di 1.200 passeggeri al giorno ed è cruciale anche per l’accesso all’aeroporto di Bari-Palese».
Ecco perché Casartigiani Taranto chiede l’istituzione di un tavolo generale «che coinvolga istituzioni e tutti i soggetti interessati, al fine di individuare soluzioni concrete, come treni sostitutivi o deviazioni temporanee, per evitare una totale interruzione dei servizi».