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Pensato come una rivoluzione nella gestione dei rifiuti urbani, oggi l’impianto di trasporto pneumatico sotterraneo per lo smaltimento dei rifiuti al rione Salinella, primo impianto pilota in Italia, segna il passo, restando inattivo. 


Eppure il Comune di Taranto sta continuando a liquidare le fatture all’azienda che lo ha realizzato. L’ultima di poco più di 8mila euro è stata saldata a fine agosto. Stiamo parlando di un’opera da 10 milioni di euro e di un appalto aggiudicato nel 2020 e che ha visto un anno dopo, nel 2021, l’inizio dei lavori. A posticiparne l’entrata in funzione sono stati i ritardi accumulati durante l’intervento e le varianti apportate al progetto come quelle relative al tracciato delle condutture sotterranee, che si estendono per oltre 6 km.
Il sistema prevede il conferimento dei rifiuti in apposite postazioni e aspirati attraverso condotte sotterranee fino a un centro di raccolta con una velocità di flusso di circa 70 chilometri l’ora. L’impianto si avvale, inoltre, di tecnologie avanzate come totem intelligenti che riconoscono la tipologia di rifiuto e bloccano il conferimento errato. I collaudi sono stati completati nel 2024 con il supporto di progettisti spagnoli esperti nel settore.
Nato sotto l’amministrazione Melucci, il progetto era stato presentato dal primo cittadino come un investimento innovativo, con ricadute positive sulla qualità della vita e sull’ambiente. Doveva essere il primo impianto pilota in Italia di questo tipo, con conferimento attivo 24 ore su 24 con 12 punti di raccolta collegati a una centrale e avrebbe dovuto migliorare il decoro urbano riducendone l’impatto ambientale.
Nel  mondo questi impianti sono spesso inseriti in quartieri di nuova costruzione, dove è più facile pianificare l’infrastruttura sotterranea. A Barcellona, nel quartiere 220, vengono utilizzate condotte sotterranee mentre a Stoccolma viene utilizzato un sistema integrato per lo smaltimento dei rifiuti molto efficiente nei nuovi quartieri. A Seul, invece, questo tipo di impianto viene utilizzato in grandi complessi residenziali mentre a Dubai è previsto in aree smart.
In Italia, invece, il sistema pneumatico è ancora poco diffuso ma ci sono alcuni tentativi o studi di fattibilità. Milano ha valutato l’adozione del sistema in alcune aree di riqualificazione urbana ma non è stato implementato su larga scala. A Roma, in passato, sono state avanzate delle proposte per realizzare il sistema in quartieri di nuova conformazione ma mai portate a termine. Trento e Bolzano, invece, hanno sistemi avanzati di raccolta differenziata ma non pneumatici.
A rendere complicato l’adozione nel nostro Paese di questi sistemi innovativi di conferimento e smaltimento di rifiuti sono i costi elevati per l’installazione e la manutenzione, i vincoli urbanistici soprattutto nei centri storici, la gestione frammentata dei rifiuti tra Comuni e aziende, la scarsa cultura dell’innovazione nel settore ambientale pubblico.
Per questo Taranto potrebbe fare da apripista soltanto se l’impianto del rione Salinella (a usufruirne anche Taranto 2 per una copertura complessiva di 25mila abitanti) entrasse, finalmente, in funzione.
Sollecitazioni in tal senso sono state fatte nei confronti dell’attuale amministrazione comunale. Non ultima, in ordine di tempo, quella di Rossana Sangineto e Mirko Maiorino del Partito liberale italiano che della questione ne hanno parlato in un incontro con il sindaco Piero Bitetti.

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