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È stata Kyma ambiente a catalizzare l’attenzione della seduta odierna, venerdì 24 novembre, del Consiglio comunale.

E sì, perché la condizione di precarietà in cui si dibatte la società partecipata di igiene urbana si riflette nei numeri del bilancio consolidato che l’assise cittadina ha approvato, alla fine, con 19 voti a favore e 7 contrari (opposizione al completo). E si rifletterà anche su quello che sarà il prossimo bilancio di previsione, il primo dell’era Bitetti.

Inutile dire che il dibattito è stato aspro anche alla luce delle polemiche dei giorni scorsi.

I primi ad intervenire sono stati i consiglieri Luca Lazzàro e Giampaolo Vietri entrambi di Fratelli d’Italia

Lazzàro, ha definito il bilancio consolidato 2024 del Comune di Taranto «formalmente corretto ma sostanzialmente fragile». A pesare sono soprattutto i conti di Kyma Ambiente, che registra una perdita di esercizio di 345mila euro, un patrimonio netto ridotto a 25,3 milioni e debiti in crescita fino a 45,2 milioni, di cui oltre 27 milioni verso il fisco.

«Una società pubblica che concentra più del 60% dei debiti sul fisco non ha solo un problema contabilemma di governance e pianificazione», ha sottolineato Lazzàro, evidenziando anche la mancata allineazione dei dati tra Comune e partecipata. Secondo il consigliere, il  Comune di Taranto «sta in piedi ma non sta bene» e senza un intervento deciso sulla gestione di Kyma ambiente il consolidato continuerà a mostrare fragilità strutturali.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha evidenziato come il patrimonio netto consolidato della partecipata, pari a 435,2 milioni di euro, appare «ricco ma poco utilizzabile», perché composto in gran parte da riserve indisponibili e beni non liquidabili. «A fronte di questo – ha concluso Lazzàro segnalando un equilibrio precario -, i debiti del gruppo ammontano a 374,2 milioni, di cui 67,3 milioni verso fornitori e 251,3 milioni da finanziamento».

Ancora più preoccupante, secondo il consigliere, è la situazione debitoria: 45,2 milioni di euro complessivi, in aumento rispetto ai 41,9 milioni del 2023. Di questi, 27,5 milioni sono debiti tributari, con oltre 13 milioni già rateizzati o rinviati oltre l’esercizio successivo. «Una società pubblica che concentra oltre il 60% dei propri debiti sul fisco non ha un problema contabile ma di gestione e pianificazione”, ha denunciato facendo presente che la società, che gestisce i servizi ambientali della città, presenta difformità nei dati contabili rispetto al Comune, mai rettificate nonostante precise delibere del socio unico. E con un patrimonio di 25 milioni di euro è evidente come questo «sia oggettivamente sottile”per un’azienda che serve una città di 180mila abitanti».

Non meno duro l’intervento del capogruppo di FdI, Gianpaolo Vietri, che a proposito di Kyma ambiente ha parlato di azienda in decozione.

«Amiu – ha esordito Vietri chiamando Kima ambiente col suo vecchio nome e accusando l’amministrazione guidata da Piero Bitetti di non fornire alcuna risposta su strumenti e risorse per affrontare la crisi - ha un contratto di servizio in proroga, non dispone di un piano industriale e se fosse un’azienda privata sarebbe già fallita». Il consigliere ha inoltre avvertito che la situazione economico-finanziaria della società inevitabilmente si tradurrà in un aumento della Tari, con i costi scaricati sui cittadini, mentre la città «continua a essere sommersa dai rifiuti».

Vietri ha ricordato che i problemi ella partecipata non sono recenti, ma si trascinano «da oltre vent’anni di governi di centrosinistra, spesso sottaciuti e mai risolti». Oggi, ha poi concluso avvertendo che FdI sarà la spina nel fianco dell’amministrazione comunale, i nodi vengono al pettine e il sindaco Bitetti, che si era presentato agli elettori come uomo di esperienza e con «le soluzioni in tasca», si starebbe dimostrando «privo di visione e incapace di affrontare i problemi che esplodono dopo anni di immobilismo».

Accuse rintuzzate dai consiglieri di maggioranza e dal presidente del Consiglio comunale i quali hanno evidenziato come l’attuale amministrazione erediti una situazione che affonda le radici nel passato e che lo sforzo del sindaco Bitetti e della sua maggioranza è quello di traguardarla verso lidi migliori mantenendone l’assetto di azienda pubblica. Cancellando di fatto ogni ipotesi di privatizzazione del servizio.

 

Il bilancio consolidato 2024 in sintesi

Approvato a maggioranza, il bilancio consolidato 2024 (documento contabile che integra i bilanci del Comune stesso con quelli delle sue società e organismi controllati offrendo una visione unitaria e completa della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’ente) ha incassato, prima di approdare in Aula, il via libera dal Collegio dei revisori dei conti che  ha espresso parere favorevole  certificando la «rappresentazione veritiera e corretta», come scrivono i Revisori Nicola Marrone, Renata Nacci e Paolo Cesareo nella loro relazione, della situazione economica e patrimoniale dell’ente.

Il risultato d’esercizio si attesta a 7,2 milioni di euro, in calo rispetto ai 13,2 milioni del 2023, mentre il totale attivo dello stato patrimoniale cresce a 1,149 miliardi, con un incremento di circa 38 milioni. In aumento le immobilizzazioni materiali (+42 milioni) e le disponibilità liquide (+14,8 milioni), in diminuzione i debiti (-25 milioni).

Nel consolidato rientrano le tre società in house Kyma Ambiente, Kyma Mobilità e Kyma Servizi, tutte controllate al 100%, oltre al Consorzio Asi (quota 33,3%), il Ctp (5,94%), il Consorzio Teatro pubblico pugliese e l’Autorità idrica pugliese. Restano fuori, perché considerate irrilevanti, realtà come la Fondazione Magna Grecia e l’Apulia Film Commission. I Revisori, infine, hanno segnalato soltanto una discordanza da risolvere entro il 31 dicembre 2025 nei saldi reciproci con Kyma Ambiente, legata a crediti accantonati dalla società e non riscontrati dal Comune.

 

Gli altri provvedimenti deliberati

Con 18 voti a favore e 7 contrari il Consiglio comunale ha approvato le modifiche al nuovo Regolamento della Polizia locale per quanto riguarda la parte relativa alla raccolta differenziata da parte degli esercizi commerciali. Modifiche, giudicate vessatorie da parte delle opposizioni che le hanno contestate in Aula e poi non votate, quali l’inasprimento delle multe, la chiusura temporanea delle attività, obblighi più stringenti e controlli intensificati da parte della Polizia Locale.

Approvata a maggioranza una serie di debiti fuori bilancio così come il semaforo verde si è acceso sul regolamento per la nomina del seggio di Gara e della commissione giudicatrice negli appalti e nelle concessioni di lavori, servizi e forniture; sull’aggiornamento del catasto delle aree boscate e dei pascoli percorsi dal fuoco; gli affidamenti sotto soglia. È stato invece ritirato, perché necessario di ulteriori approfondimenti, il punti relativo al regolamento per la disciplina dei serivzi di trasporto pubblico non di linea ovvero i servizi Taxi e di noleggio con conducente.

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