CRONACHE TARANTINE
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Non è un momento celebrativo ma un'occasione per testimoniare su come crescita, performance e investimenti possano concretizzarsi nel territorio.
Tutto questo è WelComes, lo slogan utilizzato da Vincenzo Cesareo, dinamico ceo dell'azienda di cui è il fondatore e presidente della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, per presentare i progressi di un’azienda, la Comes appunto che si candida ora più che mai a crocevia di un modello della transizione giusta con l’obiettivo di offrire un’occasione di confronto sul ruolo della manifattura sostenibile e sulle prospettive di rilancio industriale del Sud, partendo dal ruolo strategico e dal protagonismo che, in questo particolare momento storico, Taranto può assumere nel panorama economico europeo.
E l’evento, presentato dalla collega Monica Caradonna, che ha visto un Vincenzo Cesareo emozionato ma al tempo stesso orgoglioso della sua creatura ha visto un parterre de roi gremire i capannoni dell’azienda di via Ariosto, nella zona industriale, una spanna a ridosso dello stabilimento ex Ilva, ha narrato di una azienda che ha investito cifre considerevoli nella riconversione industriale puntando sulla innovazione tecnologica.
Come nel caso, ha spiegato il presidente Cesareo, degli elettrolizzatori di nuova generazione, potenziati dall’intelligenza artificiale. Tenendo sempre bene in mente l’obiettivo di produrre idrogeno verde ad alta pressione (100 bar), destinato a comunità energetiche rinnovabili fino a 1 MW di potenza: l’Hydrocracy Advanced Systems (Has), impianto tra i primi in Italia a puntare, appunto, su elettrolizzatori compatti e intelligenti.
Innovazione tecnologica non disgiunta dalla sostenibilità. Altro obiettivo che la Comes intende realizzare sulla strada della riduzione della dipendenza da fonti fossili in modo da favorire la transizione energetica locale.
Insomma, un evento che va oltre il tradizionale scambio di auguri natalizi e diventa occasione di riflessione sul futuro industriale e sociale di Taranto. Nei capannoni della Comes, Vincenzo Cesareo ha accolto istituzioni, stakeholder e collaboratori con un messaggio chiaro: ottimismo e fiducia nelle possibilità di fare impresa sostenibile al Sud.
“L’idea – ha esordito Cesareo - nasce dal fatto che ogni anno ci riuniamo con i nostri collaboratori per gli auguri, e mi sono detto: visto che Taranto è sempre agli ultimi posti della qualità della vita, perché non lanciare un messaggio diverso”.
Un messaggio che, nelle parole di Cesareo, è innanzitutto un invito a credere nelle potenzialità del territorio: “Volevamo mettere in piedi un messaggio di ottimismo, che testimonia che si può fare impresa sostenibile al Sud. La si può fare in questo territorio, si può coniugare la salute con il lavoro, si può stare bene con i propri collaboratori e con la comunità che ci ospita”.
Lo spirito dell’iniziativa, ha aggiunto, è quello di essere un esempio concreto: “Speriamo che grazie alle istituzioni, agli stakeholder e agli amici che hanno raccolto il nostro invito, possiamo testimoniare che in questo territorio si può fare. Nel nostro piccolo vogliamo essere un esempio che possa essere seguito da tanti altri. Ci proviamo e siamo convinti che ci riusciamo”.
Un dettaglio che ha colpito i presenti e che è stato ricordato anche dal presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, presente all’iniziativa, è stata la presenza all’interno del capannone di piante non in vasi ma piantate. “Assolutamente sì – ha confermato Cesareo – siamo l’unico stabilimento d’Europa che ha fatto uno studio sulla quantità di luce, con l’aiuto di un agronomo, per far sì che le piante possano sopravvivere all’interno. Abbiamo piante ad alto fusto che superano i dieci metri di altezza nelle zone di lavorazione: i nostri collaboratori saldano e lavorano con il verde alle spalle, non in un capannone industriale brutto come siamo abituati a vederli”.
Sul piano industriale, Cesareo ha rivendicato i risultati raggiunti nell’ultimo anno: “I numeri sono importanti: cresciamo di oltre il 10% in termini di volume e soprattutto di Ebitda (è il margine operativo lordo, un indicatore finanziario che misura la redditività di un'azienda prima di considerare interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni, ndc), il che significa che riusciamo a marginare meglio e a fare un lavoro di maggiore qualità”.
La Comes, ha sottolineato, è ormai proiettata oltre i confini nazionali: “Stiamo raggiungendo mercati sempre più lontani e questo ci inorgoglisce, perché significa che siamo in grado di competere sui mercati internazionali. Oggi posso dire che si può fare impresa al Sud, si può fare impresa a Taranto. Bisogna solo crederci”.
I commenti
Gozzi, Bitetti, Palombella e Sbarra: il futuro della città tra industria, lavoro e riconversione
Un evento che voleva essere un momento di festa e di riflessione si è trasformato in un vero e proprio confronto sul futuro di Taranto e della sua industria. La Comes di Vincenzo Cesareo ha aperto le porte dei suoi capannoni accogliendo istituzioni, sindacati e rappresentanti del mondo produttivo.
Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha colto subito il valore simbolico della giornata: “Si celebra una cosa che sembra banale, ma che banale non è. Questo è l’unico stabilimento in Europa in cui ci sono piante dentro un capannone industriale, cresciute nella terra del pavimento. È un messaggio forte: vedere imprenditori che hanno il coraggio di investire con una filosofia che guarda al futuro riempie il cuore di gioia e dà speranza a tutti. Se si è ottimisti e si guarda avanti, anche sfide come quella dell’Ilva si possono affrontare con un altro spirito”.
Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha definito la Comes “un fiore all’occhiello del territorio”, sottolineando il valore della diversificazione produttiva: “Le nostre aziende vanno comunicate e raccontate perché lo meritano. Parliamo di una realtà leader che sta provando a diversificare i propri orizzonti con investimenti importanti, creando occupazione e sviluppo. In un territorio che fino a ieri viveva di monocultura industriale, è arrivato il momento di guardare ad altre economie. La diversificazione deve fare la differenza”.
Più prudente, ma altrettanto diretto, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che ha richiamato l’urgenza di un progetto complessivo: “Queste sono attività importanti e meno male che ci sono, ma restano collaterali rispetto a una realtà che ha bisogno di investimenti e di aziende capaci di rispondere all’emergenza occupazionale. Una rondine non fa primavera: abbiamo bisogno di tante rondini, cioè di investimenti e di un’azione di governo corale. Oggi salutiamo positivamente questa iniziativa, ma non sarà sufficiente. Ci aspettiamo chiarezza da governo, regione e istituzioni locali su come intendono sviluppare il nostro territorio, che vive una crisi drammatica e endemica”.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha riconosciuto il valore dell’iniziativa e l’ha inserita nel quadro più ampio della transizione industriale ed energetica: “Una realtà come Comes testimonia un processo di riconversione industriale, ma restano tanti problemi, tra cui quello dell’ex Ilva. Le iniziative di oggi sono di grande significato sotto il profilo industriale, economico e sociale. Taranto, la Puglia e il Sud sono dentro la sfida della transizione ecologica e industriale. Bisogna avere la capacità di pensare a percorsi di riconversione rispetto ai settori tradizionali, mettendo al centro innovazione, ricerca, formazione e nuove competenze”.