CRONACHE TARANTINE
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È un accordo quadro che segna una svolta per il futuro di Taranto. Si tratta di un’intesa strategica per Taranto che introduce per la prima volta un sistema strutturato di monitoraggio ambientale basato sull’uso dei satelliti Prisma, Cosmo-SkyMed e, in prospettiva, della costellazione Iride.
Dopo l’annuncio dato nei giorni scorsi a Taranto in Prefettura, l’intesa ha avuto il formale avvio nella giornata di ieri, venerdì 12 dicembre, quando l’accordo quadro tra l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e i commissari straordinari per le bonifiche dei siti contaminati, tra cui il commissario straordinario per gli interventi urgenti a Taranto, prof. Vito Felice Uricchio, è stato presentato nella sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma.
L'accordo si prefigge di mettere a punto azioni di monitoraggio ambientale integrato all’avanguardia sfruttando l'eccellenza tecnologica delle costellazioni satellitari italiane, tra cui, come detto, il satellite iperspettrale Prisma, i sistemi radar avanzati di Cosmo-SkyMed e la nuova e rivoluzionaria costellazione Iride.
Con questi strumenti si mette a disposizione del territorio tarantino, ma anche della Terra dei fuochi ricompresa nell’accordo quadro, un patrimonio tecnologico di livello internazionale, capace di rivoluzionare le attività di analisi e gestione ambientale.
Nello specifico, il Cosmo-SkyMed è un radar ad altissima precisione. I suoi “occhi” sono in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo per aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall'alto le aree di crisi.
Il satellite iperspettrale Prisma è un satellite italiano dell'Agenzia spaziale italiana lanciato nel 2019, progettato per l'osservazione della Terra con un sensore iperspettrale avanzato che acquisisce immagini in centinaia di bande dello spettro elettromagnetico, fornendo una "impronta digitale" della composizione chimico-fisica del suolo, dell'acqua e dell'atmosfera per monitorare risorse naturali, inquinamento e fenomeni geologici.
Infine la costellazione Iride: acronimo di "Integrazione per la resilienza, l'innovazione, la democrazia e l'ambiente" non è una costellazione astronomica bensì si tratta di sette satelliti. Finanziata con un investimento da oltre un miliardo di euro proveniente dai fondi del Pnrr affiancati da fondi nazionali, si tratta di una “costellazione di costellazioni”, composta da satelliti eterogenei per tecnologia e capacità, destinati al monitoraggio di eventi naturali, all’osservazione dei cambiamenti climatici e alla mappatura di infrastrutture critiche per la sicurezza.
Si tratta, dunque, di un programma ambizioso dal momento che questo sistema di asset strategici diventerà decisivo per comprendere la distribuzione spaziale della contaminazione, identificare fonti di impatto e supportare le complesse decisioni di risanamento, a tutela della salute pubblica e dell'ambiente in raccordo con Prefetture e Forze di polizia, contribuendo a una funzione di deterrenza, fondamentale nelle aree più delicate.
Per Taranto e per l’intera area vasta, questo accordo non rappresenta solo un rafforzamento delle politiche ambientali ma, anche, un potenziale motore di nuova economia. La disponibilità di dati avanzati e di sistemi previsionali supporta infatti la programmazione degli interventi, riduce tempi e costi delle operazioni di bonifica e crea condizioni più favorevoli per investimenti, rigenerazione e sviluppo sostenibile.
Come interagiranno i tre sistemi
Cosmo-SkyMed (dati radar): questa costellazione, già operativa, fornirà dati radar ad alta risoluzione. I dati radar sono particolarmente utili per il monitoraggio della superficie terrestre in qualsiasi condizione atmosferica (anche in presenza di nubi) e in qualsiasi momento della giornata, permettendo di rilevare movimenti del terreno, variazioni strutturali o la presenza di discariche abusive, fornendo un monitoraggio continuo e strutturato.
Il satellite iperspettrale Prisma acquisirà dati con un livello di dettaglio spettrale elevatissimo, permettendo di identificare la composizione chimica dei materiali sulla superficie. Questi dati saranno fondamentali per individuare specifici tipi di contaminazione (ad esempio, agenti inquinanti nelle acque o sulla vegetazione) e analizzare le fonti di inquinamento con precisione.
La costellazione Iride (dati ottici, radar e iperspettrali):, prevista per essere completata entro il 2026 e finanziata con fondi Pnrr, sarà una costellazione complementare e integrativa composta da una varietà di sensori (ottici, radar e iperspettrali) su piccoli e medi satelliti. Fornirà un'ampia gamma di servizi, inclusi il monitoraggio marino e costiero, la qualità dell'aria, l'idro-meteo-clima e la gestione delle emergenze, offrendo una copertura frequente e capillare a supporto delle attività di bonifica.
I commenti
Oltre al commissario straordinario Uricchio e al subcommissario della Terra dei fuochi, col. Nino Tarantino, nella sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri a illustrare i contenuti dell’accordo quadro c’erano il presidente dell’Asi, prof. Teodoro Valente, e l’assessora regionale all’Ambiente, Serena Triggiani.
«Oggi più che mai – ha ricordato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Teodoro Valente - il supporto dei dati provenienti dai satelliti di osservazione della Terra rappresenta un fattore essenziale per la tutela dell’ambiente terrestre. L’ampia mole di informazioni derivante dai dati spaziali permette di fornire un contributo articolato e altamente tecnologico per la definizione di misure a contrasto dell’inquinamento e per l’avvio di puntuali strategie in materia di bonifica e risanamento».
La strategicità delle tecniche di rilevamento nell’impiego del settore specifico delle bonifiche, ha spiegato il commissario Uricchio, «conferisce una capacità diagnostica senza precedenti» perché, ha aggiunto, «permette l'estrapolazione del dato puntuale di contaminazione ad aree più ampie, l'individuazione speditiva di classi di inquinati e delle loro potenziali fonti il monitoraggio post-intervento. Questa metodologia consente di ottimizzare l'efficacia degli sforzi e di ridurre sensibilmente i costi operativi, privilegiando interventi più mirati e meno invasivi».
Dell’importanza della sinergia tra enti e istituzioni ha parlato il subcommissario Tarantino perché, ha sottolineato, «quando si uniscono le forze e le professionalità dell'Asi con quelle della struttura commissariale per le bonifiche si compie un atto di funzionale e fattiva operatività per agire meglio».
«Il telerilevamento spaziale è strumento che cambia le bonifiche – ha invece detto l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia Triggiani-. La collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana – ha sottolineato - sancisce inoltre un’alleanza che la Regione Puglia aveva già immaginato e avviato nell’ambito dell’accordo quadro sui rifiuti abbandonati, insieme alle Forze dell’Ordine. L’utilizzo delle tecnologie satellitari e dell’intelligenza artificiale rappresenta infatti uno strumento innovativo e potentissimo per contrastare due piaghe che colpiscono profondamente il nostro territorio: l’abbandono dei rifiuti e le discariche abusive. Questa nuova intesa, dunque, non solo consolida un modello già avviato dalla Regione Puglia, ma lo estende e lo rafforza applicandolo al tema cruciale delle bonifiche nell’area di Taranto, dove la tutela dell’ambiente e della salute richiede strumenti avanzati, capacità tecnica e una collaborazione istituzionale solida».