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Taranto è una città che respira bellezza anche quando fa fatica a respirare il resto.

Una città dal fascino irripetibile, dalle suggestioni che cambiano con il vento, dal profumo del mare che si mescola alla sua storia plurimillenaria. Eppure, resta piegata sui suoi mali come una madre premurosa che tenta di proteggere i suoi figli da ciò che non può controllare.
Questo Natale arriva con il passo lento di chi porta un peso. I lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto vivono ancora una volta un dicembre senza tredicesima, sospesi tra promesse e silenzi. Il porto continua a cercare la sua rotta mentre le navi da crociera che arrivano e ripartono sembrano sussurrare che una possibilità di rinascita esiste, anche se non è ancora afferrabile.
E poi c’è la sfiducia, quella che non fa rumore ma scava. Perché i tarantini non sono solo stanchi: non si fidano più di nessuno e di nulla. È un sentimento che pesa più del vento di tramontana, più delle notti in cui la città sembra trattenere il fiato.
Eppure, proprio qui, proprio adesso, vale la pena ricordare che “essere felici per niente o essere per niente felici. Dipende da come sistemi le parole, dipende da come sistemi le cose”. Taranto lo sa: la felicità, a volte, è un gesto minuscolo, un passo avanti, un porto che riprende vita, un lavoro che torna dignità, una comunità che non smette di riconoscersi.
E allora, in questo Natale che non vuole essere retorico, scegliamo di credere nella possibilità del movimento. Perché, come ricorda Roberto Benigni, “iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso restare fermi”. Restare fermi, per Taranto, sarebbe il vero rischio.
Noi di Cronache Tarantine vogliamo augurare alla città un anno in cui quel filo sottile chiamato speranza non venga tirato troppo ma neppure lasciato cadere. Un anno in cui la fiducia possa tornare, non come un atto di ingenuità ma come un gesto di coraggio collettivo.
A chi ci legge, a chi ci affida le proprie storie, a chi ogni giorno tiene insieme questa città con la forza delle mani e del cuore, il nostro augurio è semplice: che Taranto possa continuare a camminare, anche quando il sentiero sembra incerto, e che ogni passo riveli che la strada, dopotutto, esiste.
Buon Natale dalla direzione e dalla redazione di Cronache Tarantine.

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