Rifiuti, le associazioni dei consumatori scrivono al sindaco: “Siamo stati esclusi dal confronto”
C’è un dato che nessuno può più ignorare: l’emergenza rifiuti a Taranto non è solo un problema ambientale, ma una ferita aperta nella vita quotidiana dei cittadini.
Per questo la convocazione di un Consiglio comunale monotematico è apparsa, finalmente, una scelta necessaria. Ma mentre l’aula discuteva, tre delle principali associazioni dei consumatori – Adiconsum, Adoc e Federconsumatori – hanno deciso di rompere il silenzio con una lettera aperta indirizzata al sindaco Piero Bitetti, denunciando esclusioni, ritardi e un dialogo istituzionale che, a loro dire, non c’è.
«I cittadini e le cittadine di Taranto – scrivono i presidenti provinciali Solazzo, Votano e Zicari – subiscono da tempo le conseguenze di un sistema che registra livelli di raccolta differenziata tra i più bassi d’Italia, pur a fronte di una Tari tra le più elevate». Una contraddizione che, secondo le associazioni, pesa soprattutto sui quartieri più fragili, dove l’emergenza rifiuti è diventata ormai strutturale.
Le tre sigle ricordano che nei mesi scorsi Kyma Ambiente aveva chiesto un incontro per avviare protocolli di collaborazione sul miglioramento della raccolta differenziata. «Nonostante la nostra disponibilità – denunciano – nessuna convocazione è mai arrivata». E non è l’unico silenzio che lamentano.
Come associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative a livello nazionale, spiegano, hanno formalmente richiesto al sindaco un incontro per sottoscrivere una Carta della qualità dei servizi, uno strumento condiviso per definire standard, obiettivi e percorsi di miglioramento. «Una richiesta reiterata anche all’assessore alle Attività produttive – aggiungono – ma che, ad oggi, non ha ricevuto alcun riscontro».
La mancata convocazione diventa ancora più grave, secondo le associazioni, alla luce di quanto accaduto nel Consiglio comunale monotematico del 29 dicembre. «Sono state ascoltate diverse associazioni di categoria – osservano – ma non le associazioni dei consumatori, che rappresentano la maggioranza della popolazione, coloro che pagano la Tari e vivono ogni giorno le inefficienze del servizio». Un’assenza che definiscono incomprensibile: «Avremmo potuto fornire un’altra opinione e contribuire in maniera costruttiva al dibattito».
Da qui la domanda, diretta e senza giri di parole: «Questa amministrazione, che richiama spesso i princìpi della partecipazione e del coinvolgimento dal basso, intende realmente ascoltare il punto di vista dei cittadini attraverso le loro associazioni rappresentative? Oppure questi momenti di confronto resteranno occasioni limitate, non inclusive e prive di un reale coinvolgimento di chi subisce per primo gli effetti di un servizio inefficiente e inefficace?».
Il finale della lettera è un appello ma anche un avvertimento istituzionale: «Chiediamo che venga garantito il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, come previsto dalle leggi dello Stato e dalle normative regionali e locali, riconoscendo il nostro ruolo nei processi di miglioramento dei servizi pubblici e nella tutela dei diritti dei cittadini».
E si chiude con una promessa di attesa vigile: «Restiamo in attesa di un riscontro formale e di una convocazione, certi che l’Amministrazione vorrà colmare una evidente lacuna nel percorso di confronto e partecipazione democratica».














