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Il nuovo anno si apre con una polemica destinata a far discutere. La decisione dell’amministrazione comunale di eliminare la gratuità del primo permesso di sosta per i residenti nelle zone D, E, F e G accende il dibattito politico e provoca la dura reazione della Lega.

A intervenire è il segretario cittadino Francesco Battista, che parla senza mezzi termini di «ennesimo schiaffo alle famiglie tarantine».
Secondo Battista, il provvedimento non è soltanto «iniquo», ma rappresenta «la prova definitiva che l’amministrazione guidata da Piero Bitetti opera in totale ed assoluta continuità con la gestione di Rinaldo Melucci». Il passaggio dal permesso gratuito a un costo che può arrivare «fino a 75 euro mensili per chi prima non pagava nulla» viene definito una «tassa occulta», lontana da qualsiasi logica di mobilità sostenibile: «Non è una scelta green, ma un modo per fare cassa sulle spalle di chi vive quartieri privi di servizi».
Il segretario leghista denuncia una città divisa in due: «Creare residenti di serie A e residenti di serie B è un atto discriminatorio che colpisce il potere d’acquisto delle famiglie in un momento già complesso». E invita i cittadini a non lasciarsi ingannare dai cambi di guida politica: «Bitetti sta applicando alla lettera lo spartito scritto dal centrosinistra di Melucci».
Battista ricorda come «fu proprio la precedente amministrazione a dare il via a questa strategia punitiva, partendo dalla sperimentazione selvaggia nella Zona E», e accusa l’attuale sindaco di aver semplicemente esteso «quel modello fallimentare e vessatorio al resto della città». Le promesse di una nuova stagione di ascolto e partecipazione, secondo la Lega, si sarebbero trasformate nell’ennesima delusione: «Ci ritroviamo con le stesse delibere punitive prodotte da Kyma Mobilità».
La critica si fa ancora più dura quando Battista afferma che «la scelta di eliminare i permessi gratuiti è il marchio di fabbrica di una politica che vede il cittadino come un bancomat», arrivando a definire Bitetti «l’erede naturale di Rinaldo Melucci».
«Non possiamo restare in silenzio di fronte a questo ‘Melucci-bis’», aggiunge, annunciando che la Lega «sosterrà ogni iniziativa di protesta, al fianco dei residenti, per chiedere il ritiro immediato di un provvedimento che trasforma il diritto di parcheggiare sotto casa in un lusso per pochi».
La conclusione è un appello a una visione diversa della città: «Taranto merita una prospettiva nuova, non la sterile prosecuzione di un sistema che ha già dimostrato i suoi limiti».

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