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A Palazzo di Città si è aperto un percorso che il Comune definisce «nuovo» nel metodo e nelle ambizioni: il Tavolo tecnico permanente per la transizione occupazionale dell’area di Taranto.
Un luogo di confronto stabile con le parti sociali, pensato per costruire una piattaforma condivisa di obiettivi e strumenti in una fase in cui il territorio è chiamato a ripensare il proprio modello di sviluppo.
Nei primi due incontri, l’assessore alle Politiche del Lavoro, Federica Stamerra, ha illustrato l’impostazione del lavoro, chiarendo che il Tavolo non nasce per sovrapporsi alle singole vertenze, ma per affiancarle con una visione più ampia. L’obiettivo, spiega, è creare «uno spazio distinto e complementare, in cui lavorare su dati, competenze e prospettive comuni».
Per Stamerra, la direzione è chiara: «Taranto ha bisogno di un modello di sviluppo economico diversificato, ma affinché sia sostenibile è necessaria un’analisi delle potenzialità del territorio». Il Comune, aggiunge, vuole assumere un ruolo di raccordo: «Ci proponiamo come luogo di connessione, mettendo in relazione politiche del lavoro, formazione e programmazione territoriale, utilizzando in modo consapevole le leve della domanda e valorizzando il patrimonio di competenze professionali nel processo di transizione ecologica».
Il Tavolo si muoverà lungo tre assi principali: la mappatura delle competenze realmente disponibili, la lettura dei fabbisogni delle imprese e il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali. Una struttura pensata per dare continuità e concretezza agli investimenti, affinché «le scelte produttive possano radicarsi e generare effetti duraturi».
Accanto alla visione strategica, c’è anche un approccio operativo. Il Tavolo, infatti, dovrà individuare le priorità, distinguere tra interventi immediatamente attivabili e interventi che richiedono tempi più lunghi, e mettere in relazione gli strumenti già esistenti per favorire un incontro più efficace tra domanda e offerta di lavoro.
Il percorso è appena iniziato. Il prossimo incontro operativo è previsto per la seconda metà di febbraio, quando il confronto entrerà nel vivo con l’obiettivo di trasformare analisi e proposte in azioni concrete per il futuro occupazionale di Taranto.
Sindacati compatti al Tavolo per la transizione: «Mappare competenze e rafforzare il confronto»
Il Tavolo tecnico permanente per la transizione occupazionale, avviato dal Comune con due incontri a Palazzo di Città, si propone come spazio di lavoro condiviso in un territorio che chiede di partecipare alle scelte sul proprio futuro. Cgil e Cisl accolgono positivamente l’iniziativa, pur con accenti diversi, ribadendo che la transizione non può essere improvvisata.
Per Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Cgil Taranto, il Tavolo è «uno strumento che può dare risultati importanti» perché rimette al centro il lavoro e parte dalla mappatura delle competenze. «La trasformazione del territorio non può essere calata dall’alto», afferma, chiedendo un approccio concreto e integrato tra settori, salute, ambiente e qualità del lavoro. Invita inoltre le imprese a «non girarsi dall’altra parte» e a valorizzare i lavoratori riqualificati, ricordando che i dati INPS confermano «la sofferenza del territorio in tutti i settori».
Sulla stessa linea, ma con una visione più sistemica, interviene Luigi Spinzi, segretario generale della Cisl Taranto‑Brindisi, che definisce il Tavolo «un’iniziativa meritoria» in linea con il Patto sociale della Cisl. Le transizioni in corso, osserva, espongono il sistema produttivo tarantino e richiedono «dialogo, non urla». Spinzi richiama le criticità diffuse nei settori chiave del territorio e la necessità di «un percorso di maturità collettiva» per costruire alternative credibili alla monocultura industriale. Centrale, per lui, è la formazione: «Troppo spesso usata come assistenza, non come riqualificazione». Da qui la sintonia con l’assessora Stamerra sulla necessità di un cambio di approccio e di un lavoro congiunto con università ed enti di ricerca.
Per la Cisl, il Tavolo può diventare «una sede stabile di confronto e coordinamento», capace di unire emergenze e nuove opportunità e di «rafforzare la capacità di contrattazione dell’intero sistema‑Taranto». Spinzi conclude auspicando «unità di intenti, lavoro a rete e visione di futuro» per il bene comune.