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Palmisano eletto presidente regionale dell’Unione delle province ma è subito polemica politica

Taranto torna al centro della scena politica regionale con una nomina che segna un passaggio istituzionale rilevante e, allo stesso tempo, accende un immediato dibattito.

La giornata di venerdì 30 gennaio si è chiusa infatti con l’elezione all’unanimità del presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, alla guida dell’Unione delle Province Italiane della Puglia, un incarico che arriva in un momento di trasformazione profonda per gli enti locali e che ridisegna gli equilibri istituzionali del territorio.
La scelta è maturata nel corso di una riunione che ha visto la partecipazione di tutti i presidenti delle amministrazioni provinciali pugliesi e del sindaco della Città Metropolitana di Bari. Un fronte compatto, quello dei rappresentanti istituzionali, che ha individuato in Palmisano la figura più adatta a guidare l’UPI regionale. Il presidente tarantino ha accolto la nomina parlando di «una nuova emozione» e di un impegno che intende onorare «con profondo senso di responsabilità», ringraziando i colleghi per la fiducia e riconoscendo il lavoro svolto dal suo predecessore, Stefano Minerva, a cui ha rivolto un augurio per il nuovo incarico in Consiglio regionale.
Palmisano ha delineato anche la visione che intende portare avanti: un modello di Provincia “di prossimità”, capace di essere presente accanto alle comunità locali e di incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini. L’obiettivo dichiarato è trasformare gli enti provinciali in strutture moderne, efficienti e in grado di sostenere lo sviluppo del territorio. Contestualmente alla nuova nomina, Palmisano lascia il ruolo di coordinatore regionale di ANCI Giovani, segnando un’evoluzione del suo percorso amministrativo e politico.
Ma la designazione non ha mancato di suscitare reazioni. Tra le più critiche quella del senatore Filippo Melchiorre di Fratelli d’Italia, che ha definito la tempistica dell’elezione «una sorpresa» e ha parlato di «sgrammaticatura istituzionale». Il riferimento è al voto imminente per la Provincia di Lecce, previsto tra 48 ore, dove il centrodestra sostiene la candidatura di Adriana Poli Bortone. Secondo Melchiorre, la scelta dell’UPI Puglia sarebbe «un blitz politico architettato dal Pd», con l’obiettivo di influenzare gli equilibri istituzionali alla vigilia di un appuntamento elettorale importante. Il senatore ha criticato quella che considera una mancanza di trasparenza e correttezza, sostenendo che la politica debba «tornare a essere al servizio della collettività, rispettando tempi, procedure e merito».
La nomina di Palmisano, dunque, si colloca in un quadro istituzionale che guarda alla riorganizzazione delle Province e al loro ruolo nei prossimi anni, ma si inserisce anche in un contesto politico che non manca di tensioni e letture divergenti. Da un lato l’immagine di un sistema provinciale pugliese che si presenta unito e coeso; dall’altro le critiche dell’opposizione, che leggono nella scelta una mossa politica destinata a pesare sugli equilibri regionali. In mezzo, il compito del nuovo presidente: rappresentare tutte le Province pugliesi e guidarle in una fase in cui efficienza amministrativa, prossimità ai territori e capacità di programmazione saranno le vere prove da affrontare.

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