CRONACHE TARANTINE
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La riparten
za dell’ex Ilva entra in una fase decisiva, con un cronoprogramma che l’amministrazione straordinaria definisce «rispettato in ogni sua parte» e con l’obiettivo dichiarato di riportare lo stabilimento di Taranto a una produzione annua di 4 milioni di tonnellate di acciaio entro la fine di aprile 2026.
È quanto emerge dalla nota diffusa da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, che conferma l’avanzamento delle attività sugli impianti principali e la prosecuzione degli investimenti industriali avviati negli ultimi due anni.
Secondo la struttura commissariale, «prosegue la programmazione delle attività sugli impianti principali del sito di Taranto», con l’Altoforno 2 che ha completato test, riscaldo e riempimento del forno e che «ripartirà nei prossimi giorni». Subito dopo sarà il turno dell’Altoforno 4, per il quale è prevista una manutenzione programmata «finalizzata alla sostituzione delle piastre», in avvio il 28 febbraio e della durata stimata di circa 60 giorni. Entro lo stesso arco temporale torneranno in esercizio anche le Cokerie (BAT), con la rimessa in marcia delle batterie 7, 8 e 12, attualmente ferme per interventi sul catalizzatore.
La nota sottolinea che «il completamento di queste operazioni consentirà di riportare lo stabilimento a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue entro la fine di aprile 2026», grazie alla combinazione tra la ripartenza degli altoforni e quella delle cokerie. Dal febbraio 2024, aggiunge l’azienda, sono stati destinati «oltre 997 milioni di euro ad attività di manutenzione e investimenti industriali», mentre il 2025 ha registrato «il più alto numero di ore lavorate degli ultimi anni» sia dal personale diretto sia dalle imprese dell’indotto. «Questi interventi confermano l’impegno dell’Amministrazione Straordinaria a rendere il sito efficiente e operativo», si legge nella nota.
Le informazioni diffuse oggi trovano riscontro anche nel lancio dell’agenzia Agi, che cita fonti sindacali presenti all’incontro in corso con l’azienda rappresentata dal direttore generale Maurizio Saitta e dal direttore delle Risorse umane Claudio Picucci Secondo quanto riferito, Acciaierie d’Italia ha confermato che «da maggio in poi» lo stabilimento punta a tornare «a un assetto di marcia con due altiforni, il 2 e il 4», condizione necessaria per raggiungere la produzione annua di 4 milioni di tonnellate.
Una volta stabilizzata la marcia dell’Afo 2, sarà fermato l’Afo 4 per la manutenzione programmata che si protrarrà fino a fine aprile, in linea con quanto indicato nella nota commissariale. «Con le batterie riaccese e due altiforni su tre operativi, da maggio l’azienda potrà traguardare una conduzione produttiva migliore», riferiscono le fonti sindacali all’agenzia.
Resta invece in attesa di decisione la questione dell’Altoforno 1, per il quale l’azienda ha presentato un’istanza di dissequestro discussa in udienza lunedì: il verdetto del Gip di Taranto è atteso nei prossimi giorni.
Nel complesso, la giornata restituisce l’immagine di un sito industriale che prova a rimettersi in moto attraverso un percorso scandito da manutenzioni, investimenti e un cronoprogramma che l’Amministrazione Straordinaria rivendica come «rigorosamente rispettato». Un percorso che, se confermato nei tempi annunciati, potrebbe segnare un passaggio cruciale per il futuro produttivo e occupazionale del più grande impianto siderurgico d’Europa.