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In merito alla notizia apparsa su un quotidiano relativa a procedure anomale di prestazioni riscontrate nell’attività CUP, si specifica che il Commissario straordinario dell’Asl Taranto, Vito Gregorio Colacicco, ha istituito nelle scorse settimane una commissione interna con il compito di approfondire la questione.

La commissione incaricata ha condotto una prima analisi sul periodo gennaio–giugno 2025, esaminando un numero consistente di record: i lavori della commissione stessa continuano.
Dall’analisi è emersa, in un campione significativo di operatori CUP, una pratica ricorrente di cancellazione e immediata ri-prenotazione durante l’orario di servizio. Tale condotta, pur particolare per frequenza, non è e non implica di per sé un illecito. Dal punto di vista tecnico in tutti i CUP, regionali e nazionali, questa operazione è possibile e rientra tra le funzionalità attuabili nel momento in cui il cittadino intende rinunciare alla prenotazione.
Contestualmente, sono state rilevate attività di prenotazione e cancellazione effettuate da remoto in orari non ordinari, riconducibili ad alcuni operatori. Tale circostanza ha sollevato ragionevoli dubbi e ha reso necessari ulteriori approfondimenti demandati ad altri settori tecnici e specialistici, con rappresentazione dei dati ai NAS per gli approfondimenti di competenza. Al momento non vi è alcuna denuncia nei confronti degli operatori CUP né segnalazione alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato.

Sulla questione delle prenotazioni sulle quali si stanno svolgendo indagini, è intervenuta l’Usb parlando di notizie distorte per rimettere in discussione l'internalizzazione del Cup. 

“La notizia apparsa oggi su alcuni giornali in cui ci sarebbero una cinquantina di operatori Cup su una novantina in totale, che avrebbero fatto centinaia di accessi illegali (fuori orario di lavoro) alla piattaforma per le prenotazioni, ci sembra un chiaro tentativo strumentale, la cui finalità -sostiene Franco Rizzo dell’Esecutivo nazionale Usb- è quella di rimettere in discussione l'internalizzazione del servizio, probabilmente in favore di qualche soggetto privato.
L'accesso alla piattaforma Cup è garantito anche ad altre figure, tra cui medici, infermieri, caposala ecc....
Ci piacerebbe capire, per quale motivo non si sia pensato di impossibilitare l'accesso  da remoto alla piattaforma. Sarebbe bastato semplicemente autorizzare l'accesso alla stessa, esclusivamente dalla rete intranet aziendale...
Intanto, teniamo a fare opportune puntualizzazioni:
Per prima cosa, va detto che la stragrande maggioranza degli operatori non è neanche a conoscenza della possibilità di accesso da remoto sulla piattaforma N-Cup.
La ASL deve chiarire e eventualmente intervenire nei confronti di coloro che  hanno effettuato accessi e prenotazioni illegali, ma non deve permettere a nessuno di generalizzare e dipingere il gruppo dei ragazzi e ragazze del Cup come farabutti.
Lo diciamo perché sono gli stessi operatori che ogni giorno rispondono alle richieste di migliaia di utenti e da anni lavorano in spazi angusti, spesso senza gli strumenti idonei.
Lo diciamo perché i problemi sono tanti e sono tutti sulle spalle degli operatori, infatti è l'unico servizio in cui c'è una pesante sofferenza di organico(da anni oramai) ma non sono previste assunzioni, ci sono ancora lavoratori part-time a differenza degli altri segmenti delle Sanitaservice, e sono gli unici operatori inquadrati in un livello inferiore rispetto a tutto gli altri operatori Cup della Regione!
USB chiederà un incontro su quanto questo argomento  al Commissario Colacicco e all'assessore Pentassuglia"

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