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Nella sala riunioni della Prefettura di Taranto, immersa in un’atmosfera solenne e partecipata, si è svolto, ieri venerdì 20 febbraio, un incontro che ha assunto i contorni di un vero momento civico, capace di tenere insieme istituzioni, società civile e visioni di futuro.

Dalle 16:30 alle 19:00 la Struttura commissariale per le bonifiche dell’area di Taranto ha infatti dialogato con i rappresentanti del Patto di comunità per l’ecogiustizia di Taranto, a poco più di un anno dalla sua nascita, un’alleanza che riunisce realtà come Acli, Agesci, Arci, Azione cattolica italiana, Legambiente, Libera, Cgil, Confcommercio, Confcooperative, Wwf, Anpi, Csv Taranto, Commissione diocesana per la custodia del creato, Contatto Aps, Contramianto, La città che vogliamo, Peacelink, Rete degli studenti Taranto/Collettivo 080, Movimento giovanile Terra Jonica, Unicop, Associazione culturale Marco Motolese e il Centro giustizia pace e integrità del creato dei frati minori del Salento. Una platea ampia e composita, che testimonia quanto il tema della bonifica e della rigenerazione ambientale sia ormai un terreno condiviso e imprescindibile per il futuro del territorio.
L’incontro ha permesso alla Struttura commissariale di illustrare un cronoprogramma aggiornato e dettagliato degli interventi, definito come un passaggio strategico per una comunità che da anni attende risposte concrete alle ferite ambientali che ne hanno segnato la storia. L’obiettivo dichiarato è quello di imprimere una svolta operativa fondata sulla concretezza, trasformando la bonifica delle matrici contaminate in un motore di rinascita ecologica, economica e sociale. Una visione che guarda sia al breve sia al medio periodo, con l’intento di far evolvere le operazioni di risanamento in un volano di sviluppo sostenibile.
La Struttura commissariale ha ribadito che questo percorso non può essere solitario né autoreferenziale: al contrario, si nutre di una rete fitta di cooperazioni istituzionali, scientifiche e civiche, rifiutando ogni logica di isolamento decisionale. Un approccio che il commissario Uricchio ha voluto sottolineare con parole di forte riconoscenza verso le associazioni presenti: «Desidero esprimere un sentito ringraziamento alle ventidue compagini associative che compongono il Patto per l’ecogiustizia, il cui costante e operoso afflato collaborativo rappresenta un pilastro fondamentale nel delicato alveo delle fasi attuative della Struttura commissariale». Ha poi aggiunto che, oltre al supporto nel monitoraggio delle azioni, «la straordinaria caratura dei numerosi e fecondi stimoli intellettuali emersi nel corso del nostro confronto dialettico» rappresenta un contributo prezioso, destinato a trovare piena attuazione nei progetti in corso.
Uricchio ha inoltre evidenziato come questo dialogo si inserisca nei percorsi di democrazia partecipativa coordinati dal Dipartimento jonico dell’Università di Bari, definendoli una bussola metodologica imprescindibile: una sintesi virtuosa tra priorità istituzionali e sensibilità civica, capace di accompagnare l’intero iter procedurale, «dalla genesi progettuale sino alla definitiva realizzazione degli interventi», affinché la rigenerazione sia davvero corale e rispondente alle istanze di giustizia ambientale espresse dalla comunità.
Nel corso dell’incontro è stato anche delineato un concetto innovativo, definito “economia delle bonifiche”: un paradigma che mira a creare filiere produttive avanzate, capaci di valorizzare le biomasse utilizzate nei processi di degradazione degli inquinanti e di trasformare, in un’ottica circolare, gli inquinanti estratti in materie prime utili. Una prospettiva che, grazie alla collaborazione delle associazioni del Patto, potrebbe aprire nuovi scenari occupazionali e restituire centralità competitiva al territorio, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale.
La serata in Prefettura si è così trasformata in un laboratorio di visioni e responsabilità condivise, un passo ulteriore verso un modello di governance partecipata che ambisce a riscrivere il rapporto tra Taranto, il suo ambiente e il suo futuro.

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