CRONACHE TARANTINE
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Dopo un lungo periodo di incertezze e settimane di preparazione tecnica, l’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto è tornato operativo.
A comunicarlo è Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, che in una nota ufficiale annuncia che, “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.
Il riavvio dell’impianto rappresenta un passaggio simbolico e industrialmente rilevante per il sito tarantino, da tempo al centro di una complessa fase di transizione. L’azienda sottolinea come la rimessa in funzione dell’altoforno “assicuri il recupero di un asset produttivo strategico”, un elemento che si inserisce nel più ampio percorso di rilancio avviato dai commissari straordinari.
Secondo la nota, l’operazione rientra nelle azioni messe in campo per garantire “la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”. Un messaggio che punta a rassicurare lavoratori, istituzioni e territorio sul futuro dello stabilimento, mentre prosegue il lavoro per stabilizzare la produzione e definire gli scenari di lungo periodo.
Il riavvio dell’Altoforno 2, uno degli impianti chiave della filiera siderurgica tarantina, segna dunque un nuovo capitolo per l’acciaieria, in un contesto ancora complesso ma in cui l’amministrazione straordinaria prova a ricostruire fiducia e prospettive.
Accanto a questo passaggio industriale, si muove un altro fronte decisivo: la trattativa tra Flacks Group, il fondo statunitense che sta negoziando l’acquisto dell’intero asset ex Ilva, e il gruppo Marcegaglia, uno dei principali player italiani della trasformazione dell’acciaio. Negli ultimi giorni si è parlato molto di una possibile intesa tra le due realtà (notizia riportata da il Giornale).
Marcegaglia, però, non entrerà nella società, non diventerà socio né partner industriale del fondo americano. La natura del rapporto resta esclusivamente commerciale. L’azienda già oggi acquista acciaio prodotto a Taranto e si è impegnata a comprare eventualmente quantitativi maggiori. Non è che entra nella società, non è che diventa socio nè che diventa partner. È un rapporto commerciale. Per cui, se ci sarà una maggiore produzione, potrà valutare la possibilità di acquistare quantitativi maggiori. Del resto l’azienda mantovana era già intervenuta in soccorso del colosso siderurgico tarantino quando, in un momento di particolare difficoltà dal punto di vista della liquidità, ha anticipato il pagamento delle fatture.
Un chiarimento che si inserisce in un quadro ancora in evoluzione, in cui il riavvio dell’Altoforno 2 assume un valore non solo produttivo ma anche negoziale: un impianto in marcia rende più credibile la prospettiva di un rilancio, più solido il perimetro industriale e più appetibile l’asset per chi sta trattando l’acquisizione.
La combinazione tra il ritorno operativo di uno degli impianti simbolo della fabbrica e la definizione dei rapporti commerciali con un grande utilizzatore come Marcegaglia contribuisce a ridisegnare il contesto in cui Flacks Group sta costruendo la propria strategia. Un equilibrio delicato, in cui ogni passo – tecnico, industriale o commerciale – pesa sulla percezione del futuro dello stabilimento e sulla fiducia di lavoratori, istituzioni e comunità.
Il nuovo capitolo che si apre con la marcia dell’Altoforno 2, dunque, non è solo un fatto tecnico: è un tassello di un mosaico più ampio, in cui Taranto attende risposte che vadano oltre l’emergenza e restituiscano finalmente una prospettiva stabile e credibile alla più grande acciaieria d’Europa.