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È stata inaugurata ieri mattina, domenica 22 febbraio, la nuova sede dell’Ambulatorio solidale di Martina Franca, realtà che da circa tre anni offre visite specialistiche gratuite alle persone con un Isee inferiore ai 10.000 euro.

Un presidio di prossimità che, solo nell’ultimo anno, ha garantito oltre 1.500 prestazioni sanitarie gratuite, diventando un punto di riferimento per chi non può permettersi cure o non riesce ad accedere ai servizi pubblici a causa delle lunghe liste d’attesa.
La struttura, resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Martina Franca, si regge sul lavoro volontario di decine di medici specialisti e sulla presenza di una farmacia solidale coordinata dalla dottoressa Niki Glezakou, che distribuisce gratuitamente farmaci ai pazienti in difficoltà.
Durante l’inaugurazione, il presidente dell’Ambulatorio solidale, Mario Motolese, ha ricordato lo spirito che anima il progetto: «L’impegno è quello di sempre: essere efficienti al massimo e accogliere gli ultimi, coloro che non ce la fanno, quelli che magari al CUP si sentono dire di tornare dopo un anno o due. Da noi vengono e vengono immediatamente visitati. Offriamo visite specialistiche di ogni genere. Ci piacerebbe che, dopo la visita e le prime terapie con i nostri farmaci, i pazienti potessero rientrare nel percorso istituzionale della ASL. Non vogliamo sostituirci alla sanità pubblica: vogliamo supplire alle carenze del CUP e poi reinserire i pazienti nel percorso istituzionale».
Motolese ha sottolineato anche la crescita della rete di professionisti che collaborano con l’ambulatorio: «La notizia positiva è l’aumento dei medici che spontaneamente ci contattano per collaborare, non solo pensionati come all’inizio. È un segnale chiaro: Martina Franca è una comunità solidale e resiliente, pronta ad aiutare chi rimane indietro».
All’inaugurazione era presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, che ha definito l’esperienza dell’Ambulatorio solidale «un’integrazione fondamentale». «Confermo l’importanza di questa realtà: 56 medici al servizio della comunità e delle persone che hanno bisogno. È un aiuto concreto, un tendere la mano, un confronto continuo con le amministrazioni locali e con il distretto, sia Martina che Crispiano. Questo interscambio tra il valore del volontariato e quello del sistema pubblico rafforza la presa in carico dei pazienti e delle persone che hanno bisogno di salute».
A rimarcare il ruolo del volontariato è stata anche Maria Antonietta Brigida, presidente del Centro servizi per il volontariato: «Non potevamo mancare a questa inaugurazione. L’Ambulatorio solidale è nostro socio e opera da anni sul territorio, ma serviva una sede più grande per accogliere un numero crescente di pazienti. Finalmente l’abbiamo ottenuta. Dobbiamo ringraziare tutti i volontari, i medici e i primari che donano il loro tempo. Continueremo a lavorare: siamo un punto di riferimento. La povertà va educata ed eliminata sotto tutti i punti di vista. Fare volontariato significa abbattere i muri della divisione e costruire le basi per una vera inclusione».
La dottoressa Niki Glezakou ha illustrato il funzionamento della farmacia solidale: «Le persone vengono con la ricetta medica, perché non conosco lo storico dei pazienti. Raccogliamo anche farmaci già usati ma con confezioni integre. Dispensiamo molti farmaci senza obbligo di prescrizione: antidolorifici da banco, fermenti lattici, tonici e tante altre specialità. Quando abbiamo il farmaco richiesto, lo diamo. Sono quasi sempre presente in ambulatorio dalle 10 alle 12, compatibilmente con gli impegni e con gli appuntamenti dei medici».
Tra gli specialisti presenti anche il neurochirurgo Mario Raguso, che ha ricordato i criteri di accesso: «A questo ambulatorio accedono persone con un Isee inferiore ai 10.000 euro, che hanno diritto alla mia consulenza senza pagare nulla. Chi non può permettersi una visita o ha attese troppo lunghe può chiamare e prendere appuntamento. Le visite possono poi proseguire anche a lungo termine, appoggiandosi a strutture convenzionate».
L’oculista Eduardo Motolese ha portato la sua testimonianza personale: «Ho sempre lavorato a Siena e, quando sono uscito dall’ospedale nel 2015, sono tornato a Martina Franca, dove mio padre aveva costruito una clinica oculistica nel 1936. Lo faccio con passione. Ogni mese sono qui anche per l’Ambulatorio solidale, sempre a favore degli ultimi. Il dottor Motolese ci ricorda spesso che sul territorio ci sono molti più poveri di quanto si immagini. Dobbiamo sforzarci tutti per dare una mano a chi ne ha più bisogno».
La nuova sede rappresenta dunque un passo avanti significativo per una realtà che, con lo slogan “Prima gli ultimi”, continua a colmare un vuoto crescente nel sistema sanitario, offrendo ascolto, cure e dignità a chi rischia di restare ai margini.

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