CRONACHE TARANTINE
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Sembrava dovessero rivoluzionare la raccolta dei rifiuti nel cuore di Taranto, e invece i “cassonetti ingegnerizzati” del Borgo e della Città Vecchia escono di scena in silenzio, con una delibera di giunta approvata all’unanimità nel pomeriggio del 20 febbraio.
In sala mancava solo il vicesindaco Mattia Giorno, unico assente nella seduta che ha sancito l’addio al sistema tecnologico introdotto con il contratto di servizio del 2020. Una scelta maturata dopo anni di difficoltà operative, segnalazioni e risultati ben lontani dagli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa.
La relazione illustrata dall’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame non lascia spazio a dubbi. Il progetto, previsto dal contratto rep. 9481/2020, non ha funzionato come sperato. Kyma Ambiente, con una nota del 17 dicembre 2025, aveva elencato una serie di criticità che hanno pesato sulla decisione finale: «mancato controllo dell’accesso da parte dell’utenza e non tracciabilità del conferimento», «continui danneggiamenti alle componenti meccaniche», tempi di svuotamento più lunghi e, soprattutto, l’aumento del fenomeno del “fuori cassonetto” dovuto alle ridotte dimensioni delle campane ingegnerizzate. In pratica, un sistema nato per migliorare la qualità della raccolta si era trasformato in un ostacolo.
La giunta ha preso atto anche di un altro elemento: la percentuale di raccolta differenziata in città resta lontana dai minimi di legge, nonostante gli obiettivi fissati con la delibera 259/2025, che prevedono il 40% nel primo anno contrattuale, il 50% nel secondo e il 65% nel terzo. Un percorso che richiede strumenti più affidabili e immediatamente operativi.
Da qui la decisione di sostituire i cassonetti intelligenti con normali cassonetti stradali, seguendo la proposta tecnica contenuta nel documento “Dimensionamento delle postazioni stradali per la raccolta dei rifiuti urbani Borgo – Città Vecchia”. Una soluzione transitoria, ma ritenuta necessaria per intervenire rapidamente, anche in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026 che si svolgeranno principalmente a Taranto e che impongono un’accelerazione anche sul fronte del decoro urbano.
«Al fine di porre rimedio in tempi celeri», si legge nella delibera, la città deve presentarsi con un sistema di raccolta efficiente e decoroso.
La modifica rientra nell’utilizzo dei cosiddetti “Fondi Ecotassa”, già assegnati a Kyma Ambiente con una precedente delibera del 2024. Alla Direzione Ambiente spetterà ora l’attivazione delle procedure operative, mentre la Direzione Finanziaria riceverà l’atto per gli adempimenti di competenza.
La votazione è stata unanime e la giunta ha dichiarato l’immediata eseguibilità del provvedimento, «stante l’urgenza di provvedere in merito». Un passaggio che chiude definitivamente la stagione dei cassonetti ingegnerizzati e apre quella, più pragmatica, del ritorno ai contenitori stradali tradizionali. Una scelta che punta a recuperare efficienza e decoro, in attesa del nuovo progetto complessivo del servizio di igiene urbana attualmente in fase di redazione.