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Nel primo pomeriggio di lunedì 16 marzo, nella sala conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, in via Duomo, nel cuore della città vecchia di Taranto, ha preso ufficialmente avvio il percorso dei sette Tavoli di Partecipazione dedicati al futuro del Mar Piccolo.
Un appuntamento atteso, che segna l’ingresso in una nuova fase del progetto “Nuovi approcci partecipativi per la tutela e valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto”, sostenuto dalla legge regionale pugliese sulla partecipazione. Un progetto che, come ricordato dagli organizzatori, nasce per costruire una visione condivisa su uno dei luoghi più simbolici, fragili e strategici dell’identità tarantina.
Ad aprire i lavori, coordinati da Francesco Vergallo, facilitatore del percorso, sono stati la professoressa Maria Casola, delegata alla Terza Missione e responsabile scientifica del progetto, e il professor Paolo Pardolesi, direttore del Dipartimento Jonico e garante scientifico e metodologico del percorso. «Quella di oggi è un’occasione bellissima» ha detto Pardolesi, ricordando che l’iniziativa «prosegue un discorso che ha avuto avvio due anni fa con un percorso di democrazia partecipativa che coinvolge attivamente gli stakeholders ma che punta soprattutto alla valorizzazione delle biodiversità sotto il profilo economico‑sociale del Mar Piccolo». Il direttore ha sottolineato come i due specchi d’acqua rappresentino «un patrimonio importante per il territorio ionico e per Taranto», spiegando che i laboratori partecipativi avviati oggi presteranno attenzione «a tutti i profili legati alle bonifiche, alla valorizzazione del territorio, a tutto ciò che può portare valore aggiunto sul piano sociale, economico, culturale e urbanistico».
La professoressa Casola ha ricordato che il percorso «nasce da un progetto presentato e finanziato dalla Regione Puglia e che fa riferimento proprio a una legge regionale sulla partecipazione». L’obiettivo, ha spiegato, è chiaro: «Coinvolgere i cittadini nei processi decisionali». I tavoli tematici accompagneranno, attraverso laboratori partecipativi, una serie di progettazioni che riguardano il Mar Piccolo anche nell’ambito del Just Transition Fund. «La particolarità di questo percorso – ha aggiunto – è che ha avuto l’adesione del decisore pubblico, quindi sia del commissario per le bonifiche che del Comune di Taranto». Al termine del lavoro, entro trenta giorni, sarà consegnata una “raccomandazione condivisa” che raccoglierà criticità, bisogni, idee e proposte emerse durante il confronto.
Il commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio, ha definito l’avvio dei tavoli «una importante fase di co‑creazione delle progettualità sul Mar Piccolo», sottolineando la presenza congiunta di istituzioni, comunità scientifica, imprese e cittadini. «La partecipazione informata è il cuore della nostra strategia», ha dichiarato. «Con i tavoli di co‑creazione, cittadini e stakeholder passano da spettatori a protagonisti, contribuendo a definire soluzioni che tutelino la salute e l’ambiente e promuovano la rinascita e la rigenerazione attiva del territorio». Uricchio ha richiamato i principi della “Carta del Mar Piccolo”, il patto territoriale consegnato nell’aprile 2025, spiegando che l’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi attraverso un confronto preventivo e trasparente. L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare i progetti del Comune di Taranto, dalla Green Belt alla forestazione urbana, dalle filiere verdi al Sea Hub dedicato alla mitilicoltura. «Questo nuovo modello operativo – ha aggiunto – vuole trasformare gli interventi sul Mar Piccolo in un processo corale, capace di innestare l’innovazione su una cognizione analitica delle evoluzioni territoriali».
Il vicesindaco di Taranto, Mattia Giorno, ha definito il percorso «una grande risorsa», soprattutto perché «porta a porre in essere attività di bonifiche e investimenti partecipati». Ha ringraziato Regione, Università e commissario Uricchio «per aver deciso insieme a noi di avviare questo percorso», sottolineando che il Comune lavorerà «per esporre tutte le attività e entrare anche nell’aspetto tecnico dei progetti, per arrivare poi a interventi concreti che facciano del Mar Piccolo quella risorsa straordinaria della quale tutti siamo ben consapevoli, diventando motore e volàno di sviluppo del territorio».
Giuseppe Cavallo, in qualità di facilitatore, ha evidenziato come il percorso avviato sia orientato a garantire la massima trasparenza e a valorizzare in modo strutturato i contributi che emergeranno nei tavoli di co-progettazione, anche attraverso strumenti di raccolta e sistematizzazione dei contenuti. «Non si tratta solo di un momento tecnico ha sottolineato -, ma di uno spazio reale di confronto: il valore nasce dal contributo di tutti e dalla capacità di trasformarlo in risultati concreti per il territorio».
I prossimi incontri dei laboratori partecipativi si terranno il 26 e 30 marzo; il 23 e 30 aprile; il 18 e 26 maggio.