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Foto Studio R. Ingenito

La Settimana Santa tarantina si è aperta con l’intensità e la compostezza che da sempre caratterizzano i suoi riti più profondi.

La solenne Via Crucis celebrata nella Città Vecchia e quella della confraternita del Carmine (quest’anno tenutasi eccezionalmente all’interno della chiesa del Carmine a causa delle avverse condizioni meteorologiche) hanno segnato l’avvio ufficiale del cammino penitenziale che conduce alla Pasqua, riportando tra vicoli, chiese e piazze quell’atmosfera sospesa che ogni anno avvolge Taranto nei giorni della Passione. Le confraternite, custodi di un patrimonio rituale unico nel suo genere, hanno guidato i fedeli lungo il percorso tradizionale, accompagnati dai suoni antichi che scandiscono il ritmo lento e meditativo della processione.
Le immagini dei confratelli in abito bianco, dei piedi nudi che avanzano sul selciato e delle croci portate a spalla hanno restituito tutta la forza simbolica di un rito che continua a parlare alla città con la stessa intensità di sempre. Ogni gesto, ogni passo, ogni sosta richiama una memoria collettiva che si rinnova di generazione in generazione, trasformando la partecipazione in un’esperienza che va oltre la devozione religiosa e diventa identità condivisa.
La Via Crucis, celebrata nella cornice suggestiva della Città Vecchia, ha rappresentato il primo atto di un percorso che nei prossimi giorni vedrà susseguirsi i momenti più attesi della tradizione: dalle visite agli Altari della Reposizione al pellegrinaggio dell’Addolorata alla processione dei Sacri Misteri, fino ai riti dell’alba che segnano la conclusione della Passione. È un tempo in cui Taranto si ferma, osserva, ascolta e si riconosce nei suoi simboli più antichi, ritrovando in essi un legame profondo con la propria storia.
Nel frattempo numerose sono state le iniziative che hanno fatto da corollario come la mostra “La Lunga Notte della Madre”, uno degli appuntamenti più intensi e identitari della preparazione alla Settimana Santa tarantina. L’edizione 2026, la quarta, si è tenuta nei giorni 18, 19 e 20 marzo, con visite programmate sia al mattino sia nel pomeriggio, nella suggestiva cornice della chiesa di San Domenico, nel cuore della città vecchia.
L’iniziativa, ormai divenuta un momento atteso dai devoti e dagli appassionati di tradizioni locali, ha offerto ai visitatori un percorso immersivo dedicato alla figura dell’Addolorata e al suo ruolo nella spiritualità e nei riti della Passione tarantina. La mostra ha accompagnato i fedeli verso i giorni centrali della Settimana Santa, proponendo un’esperienza di raccoglimento e contemplazione che unisce arte, devozione e memoria collettiva.
Con questa nuova edizione, la Confraternita ha confermato la volontà di valorizzare e rendere sempre più accessibile il patrimonio rituale legato alla Madre Addolorata, figura centrale nella tradizione religiosa della città. E questa sera, alle ore 19, la chiesa di San Domenico sarà la cornice del concerto che vedrà protagonista la Fanfara della Marina militare.
L’ingresso nella Settimana Santa conferma così, ancora una volta, il ruolo centrale di questi riti nella vita religiosa e culturale della città. Un patrimonio immateriale che continua a emozionare, a coinvolgere e a unire, mantenendo viva una tradizione che appartiene non solo ai confratelli ma all’intera comunità tarantina.

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