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Il mare torna a essere un luogo di immaginazione, ricerca e dialogo creativo in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani.
Con questo spirito Arpa Puglia lancia la sesta edizione di “Arpamare 2026”, il concorso di arti visive che invita i giovani artisti formatisi nelle Accademie pugliesi a raccontare il mare come ecosistema, simbolo culturale e patrimonio identitario. La presentazione ufficiale si è svolta al Teatro Margherita di Bari, all’interno della mostra “Sguardi sul cinema” del progetto Scart, trasformando uno spazio dedicato al riuso artistico dei materiali in un ideale preludio al tema della sostenibilità marina.
Alla conferenza stampa hanno partecipato rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e del settore ambientale, sottolineando il valore di un’iniziativa che unisce creatività e consapevolezza ecologica. Il concorso, rivolto agli artisti diplomati dal 2021 nelle Accademie di Bari, Foggia e Lecce, accoglie opere ispirate agli ambienti e alle specie dei mari pugliesi. Le opere selezionate entreranno a far parte del patrimonio di Arpa Puglia e saranno esposte nelle sedi istituzionali dell’Agenzia. Una giuria individuerà fino a dieci finalisti e tre vincitori, che saranno premiati l’8 giugno 2026, durante la Giornata Mondiale degli Oceani, in un evento organizzato con Ciheam Bari e Herambiente.
Il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno, ha ricordato come il concorso sia diventato «un importante momento di sensibilizzazione e divulgazione ambientale». Ha sottolineato che in sei anni l’iniziativa è cresciuta, segno dell’attenzione delle nuove generazioni verso i temi ambientali, e che Arpa Puglia vuole essere «un presidio di conoscenza, ma anche culturale», capace di rendere accessibili temi complessi attraverso il linguaggio dell’arte. «Attraverso l’arte coinvolgiamo i giovani, avvicinandoli al mare come risorsa e identità regionale» ha detto, evidenziando come le opere affrontino questioni cruciali quali inquinamento, biodiversità e cambiamento climatico. Per Bruno, Arpamare rappresenta «un’iniziativa che coniuga bellezza e responsabilità, creatività e sostenibilità», incarnando l’idea che la cultura sia uno dei pilastri della sostenibilità.
La responsabile delle Relazioni esterne del Ciheam Bari, Rosanna Quagliariello, ha espresso soddisfazione per una collaborazione che dura da sei anni, definendo il premio «un riconoscimento che celebra la cultura e il suo legame con il mare». Ha ricordato che la Puglia, con i suoi 900 chilometri di costa, possiede un’identità profondamente connessa all’ambiente marino, oggi minacciato da cambiamenti climatici, plastica e sovrasfruttamento delle risorse. «È fondamentale promuovere una cultura della tutela e della sostenibilità» ha affermato, sottolineando l’impegno del Ciheam nella salvaguardia della biodiversità marina e nello sviluppo sostenibile delle comunità costiere.
L’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, ha definito Arpamare «una possibilità di valorizzare il talento dei giovani artisti» chiamati a interpretare il paesaggio marino pugliese. Ha ricordato che «creatività e sostenibilità si sposano in questa iniziativa» e che la tutela della biodiversità marina è essenziale anche per l’economia regionale. Ciliento ha annunciato che la Regione sta sperimentando la raccolta differenziata direttamente sulle spiagge e ha auspicato che alcune opere possano essere realizzate con materiali riciclati.
L’assessora alla Cultura del Comune di Bari, Paola Romano, ha definito Arpamare «una chiamata alle arti», invitando gli studenti a raccontare «l’importanza del rapporto tra l’uomo e il mare», bene comune da proteggere e luogo di incontro tra culture. Ha ringraziato Arpa Puglia, Ciheam Bari e Herambiente per aver coinvolto la comunità cittadina in un progetto che unisce arte e sensibilizzazione.
L’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente del Comune di Bari, Elda Perlino, ha evidenziato l’approccio «inclusivo e innovativo» del concorso, che utilizza il linguaggio universale dell’arte per parlare di sostenibilità. Ha ricordato che la premiazione dell’8 giugno celebrerà «la bellezza della natura, di cui il mare è una delle matrici più importanti», e che l’arte è uno strumento privilegiato per comunicare il valore della qualità ambientale.
Infine, il direttore marketing di Herambiente e ideatore del progetto Scart, Maurizio Giani, ha sottolineato che «il riuso dei materiali è prima di tutto un atto culturale». Ha spiegato che trasformare rifiuti industriali in opere d’arte significa dimostrare che l’economia circolare può generare bellezza e consapevolezza. «In un contesto come Arpamare, dedicato al mare e alla sua tutela, il messaggio del riuso diventa ancora più forte» ha affermato, ricordando che ridurre gli scarti e ripensarne il valore contribuisce alla protezione degli ecosistemi e alla diffusione di una cultura della sostenibilità.
“Arpamare 2026” si conferma così un ponte tra arte e ambiente, un progetto che invita a guardare il mare non solo come risorsa naturale, ma come orizzonte culturale e responsabilità collettiva.