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La sentenza del Consiglio di Stato sul Comparto 32 non chiude soltanto una vicenda amministrativa ma apre un fronte politico ed economico che riguarda il futuro urbanistico di Taranto.

È questo il messaggio che arriva dal mondo dell’artigianato, che in queste ore parla con una voce compatta chiedendo scelte «chiare, trasparenti e non più rinviabili» sul destino delle aree che circondano il nuovo ospedale San Cataldo.
Fabio Paolillo, direttore generale di Confartigianato Taranto, definisce la decisione dei giudici «un passaggio rilevante per la città», perché «richiama con chiarezza la necessità di governare le trasformazioni urbane dentro una visione coerente e dichiarata». Paolillo ricorda che l’associazione, insieme a Confcommercio e ad alcuni consiglieri comunali, ha sostenuto per anni una linea netta contro le ambiguità: «È positivo che oggi si registri una convergenza più ampia, ma la qualità delle scelte dipende dalla chiarezza con cui vengono affrontate fin dall’inizio». Per Confartigianato, il vero banco di prova sarà il nuovo Piano Urbanistico Generale, che dovrà definire «senza ambiguità» cosa sarà possibile fare nel Comparto 32 e nelle aree strategiche attorno al San Cataldo, dove «sono già evidenti interessi rilevanti e dinamiche di investimento immobiliare».
Paolillo lega il tema urbanistico a quello della mobilità, indicando il BRT come «determinante per integrare il nuovo ospedale nella città», garantendo collegamenti rapidi e accessibili per lavoratori, pazienti e cittadini. «Il PUG non può essere un documento opaco o interpretabile», afferma. «Taranto ha bisogno di una pianificazione che consolidi la città esistente, rafforzi i quartieri e sostenga commercio e artigianato. Su aree così rilevanti non sono più accettabili margini di ambiguità».
Sulla stessa linea si colloca Casartigiani Puglia. Il coordinatore regionale Stefano Castronuovo parla di una sentenza che «invita a valorizzare ciò che già abbiamo», indicando nella rigenerazione delle aree esistenti la strada obbligata per uno sviluppo sostenibile. «La priorità deve essere il recupero e la riqualificazione delle aree esistenti», afferma, «favorendo un modello che metta al centro il tessuto produttivo locale e il lavoro artigiano». Castronuovo ricorda che l’associazione si è sempre opposta all’espansione incontrollata della città e chiede alle istituzioni di incentivare investimenti «non speculativi, realmente funzionali al rafforzamento dell’economia del territorio».
Per Casartigiani, la Legge regionale dell’Artigianato è uno strumento decisivo per accompagnare processi di rigenerazione urbana capaci di produrre «occupazione stabile e crescita economica reale». E lancia un appello diretto: «A Taranto serve una scelta chiara: siamo a un bivio e dobbiamo avere il coraggio di imboccare la strada giusta. È necessario aiutare i giovani, incentivare l’imprenditorialità artigiana e creare le condizioni affinché possano costruire qui il proprio futuro».
Due voci diverse, un’unica direzione: il futuro urbanistico di Taranto si decide nel PUG, e ora – dicono gli artigiani – è il momento delle scelte nette.

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