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Taranto ha vissuto una mattinata densa di attese e significati, una di quelle giornate in cui il futuro industriale della città sembra materializzarsi nei corridoi delle istituzioni e nei cancelli dello stabilimento siderurgico.

Una delegazione del gruppo Jindal, tra i soggetti interessati all’acquisizione degli asset ex Ilva, è arrivata in Puglia per una serie di incontri istituzionali che hanno attirato l’attenzione di tutto il territorio jonico. Un passaggio definito “conoscitivo”, ma che inevitabilmente si carica di aspettative in una fase cruciale per il destino di Acciaierie d’Italia.
La delegazione ha iniziato il suo tour questa mattina, venerdì 10 aprile, a Bari, dove ha incontrato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Poi si è spostata a Taranto, a Palazzo di Città, per un confronto con il sindaco Piero Bitetti, prima di proseguire verso lo stabilimento siderurgico per un incontro con i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Bitetti, al termine del colloquio, ha voluto chiarire immediatamente la natura dell’appuntamento: «È stato un incontro non tecnico, un incontro di conoscenza. La famiglia Jindal è in tour nel territorio, visiterà lo stabilimento e ha deciso di incontrare le istituzioni locali: la comunità di Taranto, la provincia, la Regione Puglia. Immagino che vedranno anche alcuni sindaci della comunità ionica».
Il sindaco ha ribadito più volte che non si è trattato di un confronto sui contenuti industriali o sulle prospettive operative: «Non ci permettiamo di parlare tecnicamente di cose sulle quali non possiamo esprimerci. È un tema molto delicato, c’è una gara in corso seguita dal Governo attraverso il ministero competente e dagli attori istituzionali coinvolti. Non entriamo nel merito tecnico: quella competenza spetta al Governo».
C’è però un punto sul quale Bitetti ha voluto essere netto: «L’unica eccezione che voglio dichiarare è che speriamo che il Governo vada veloce. Abbiamo chiesto più volte, anche in forma ufficiale, che il tavolo per Taranto venga portato avanti dalla Presidenza del Consiglio. Il caso Taranto non può essere ridotto a un solo ministero: serve un coordinamento di più dicasteri, perché Taranto non è solo Ilva».
Il primo cittadino ha richiamato la necessità di una visione più ampia: «Dobbiamo ragionare in termini di investimenti, collegamenti, lotta all’isolamento del territorio. Servono interventi sull’università, sulla formazione, e investimenti che compensino le perdite occupazionali. È fondamentale che il tavolo per Taranto coinvolga anche associazioni datoriali e sindacali: su temi così importanti deve emergere la voce della comunità».
Quanto alle impressioni sulla delegazione, Bitetti ha mantenuto un profilo istituzionale: «Non ho sensazioni particolari. Parliamo di un gruppo importante, uno dei principali produttori al mondo. Ma abbiamo incontrato Jindal così come avremmo incontrato qualsiasi altro imprenditore interessato a guardare con attenzione alla nostra comunità. Taranto non è solo Ilva: tutti gli investimenti necessari, nel rispetto della salute e dell’ambiente, sono ben accetti. Non abbiamo ricevuto promesse, non c’è stato alcun dibattito di questo tipo».
Il sindaco ha concluso definendo l’incontro «basato su reciproco rispetto e conoscenza», sottolineando che la delegazione ha voluto semplicemente incontrare i rappresentanti territoriali prima di proseguire la visita allo stabilimento.
Ora gli occhi della città restano puntati sul Governo e sulla procedura in corso. La giornata di oggi non ha sciolto nodi, ma ha segnato un passaggio simbolico: Taranto continua a essere osservata, valutata, attraversata da chi potrebbe contribuire a scriverne il futuro industriale. E la comunità attende risposte, con la consapevolezza che ogni incontro, anche solo conoscitivo, è un tassello di una partita che riguarda il destino di un intero territorio.

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