CRONACHE TARANTINE
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C’è un momento, nella vita di una città, in cui il futuro smette di essere un orizzonte lontano e diventa una questione concreta, fatta di scelte, responsabilità e cantieri che avanzano giorno dopo giorno.
Taranto è esattamente in questo passaggio: mentre gli impianti dei Giochi del Mediterraneo 2026 prendono forma, l’amministrazione comunale ha aperto un confronto pubblico per capire come gestirli e valorizzarli una volta che la grande manifestazione sportiva sarà conclusa. È in questo contesto che oggi, lunedì 13 aprile, nella sala riunioni del Dipartimento jonico dell’Università degli Studi di Bari, si è svolta l’iniziativa organizzata dal Comune di Taranto dedicata alle future modalità di gestione degli impianti e degli spazi urbani realizzati e riqualificati per i Giochi. Tra gli interventi più attesi, quello dell’ingegnere Silvio Scarcelli, coordinatore della struttura commissariale, che ha offerto un quadro dettagliato dello stato dei lavori e delle prospettive di utilizzo delle opere.
Scarcelli ha ricordato innanzitutto l’ampiezza dell’intervento in corso: «Il Comune ha avviato una procedura per la gestione futura delle grandi opere che noi abbiamo finanziato e stiamo realizzando, in particolar modo lo stadio Iacovone, la piscina – quindi lo stadio del nuoto –, il PalaRicciardi, il centro sportivo Magna Grecia per il tennis e il centro nautico Torpediniere». A queste strutture si aggiungono altri interventi finanziati per il Comune, come il campo sportivo di Talsano, la ristrutturazione del PalaMazzola e il recupero di Villa Peripato, per un totale di circa 163 milioni di euro.
Le opere principali, ha spiegato, sono ormai in fase avanzata e saranno completate «entro giugno, inizi luglio al massimo». Lo stadio Iacovone, completamente ripensato, avrà una copertura integrale, una nuova Curva Sud, ricostruita dopo l’incendio che l’aveva parzialemente distrutta, un sistema di illuminazione moderno senza torri faro, due maxischermi e un impianto audio di altissimo livello. «È uno stadio a livello Uefa, potrà ospitare partite fino alla Serie B per il momento», ha precisato. Lo stadio del nuoto comprenderà due vasche, una da dieci corsie e una da otto, con duemila posti complessivi e standard idonei a ospitare manifestazioni nazionali e internazionali, «anche i mondiali, il campionato nazionale, le Olimpiadi».
Sul PalaRicciardi, Scarcelli ha ricordato la scelta condivisa con il Comune di trasformare il progetto iniziale in un impianto polivalente di atletica indoor: «Abbiamo realizzato il campo indoor più a sud d’Italia, con una pista identica a quella utilizzata per gli ultimi campionati ad Ancona e materiali della stessa qualità delle Olimpiadi di Parigi». Il centro sportivo Magna Grecia, con otto campi da tennis di ultima generazione e un’area giochi pensata per famiglie e bambini (è prevista la realizzazione di un galeone dei pirati all’ingresso, ndc), è stato progettato come un luogo aperto alla comunità. Il centro nautico Torpediniere, ricavato dalla rigenerazione degli spazi ceduti dalla Marina Militare, ospiterà la scuola di canottaggio, canoa e vela, oltre al campo di gara che dal parco Cimino arriverà fino alla Svam (la Scuola volontari dell’Aeronautica militare, ndc). «Sarà un punto di riferimento anche per le nazionali del Nord Europa che d’inverno hanno i laghi ghiacciati e sono quindi impossibilitate ad allenarsi», ha aggiunto.
Scarcelli ha assicurato che i lavori procedono senza criticità rilevanti: «Non ci sono grandissimi problemi, dobbiamo starci dietro». Ha poi chiarito la situazione con i mitilicoltori dell’area Torpediniere: «Abbiamo definito un accordo con l’ufficio del demanio del Comune di Taranto, abbiamo fatto i bonifici e in settimana saranno ristorati tutti. L’area sarà ripulita e delimitata per evitare interferenze con il campo di gara».
Quanto alle voci su un possibile rinvio dei Giochi a causa dei venti di guerra che soffiano dal Medio Oriente, il coordinatore ha escluso allarmismi: «Il segretario generale del comitato internazionale non mi ha parlato di questa eventualità. Per il momento non abbiamo grandi ripercussioni. A meno che non finisca il gasolio per alimentare i mezzi tecnici che sono al lavoro ma non mi sembra che ci sia questo problema: abbiamo una raffineria a due passi».
L’intervento di Scarcelli ha restituito l’immagine di una macchina operativa che procede con ritmo serrato, forte di un coordinamento costante e di una visione che guarda oltre l’evento. Un lavoro che punta a consegnare a Taranto non solo impianti moderni e funzionali ma un patrimonio destinato a durare, capace di generare sport, comunità e nuove opportunità per il territorio.