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In un momento in cui Taranto è chiamata a ridefinire il proprio futuro economico e produttivo, Confartigianato sceglie di accendere un faro sulle condizioni necessarie affinché la transizione in corso possa davvero trasformarsi in sviluppo reale.

È con questo spirito che venerdì 17 aprile, alle ore 15, nella sede tarantina della Camera di Commercio, si terrà il Forum “Taranto può farcela, se…”, un appuntamento che Confartigianato Imprese Taranto definisce non come un semplice convegno, ma come uno spazio operativo di confronto tra istituzioni, imprese e rappresentanze del territorio.
Il segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo, spiega che il punto di partenza è la consapevolezza di trovarsi in una fase decisiva. «Siamo in un momento segnato da processi di riconversione economica, transizione produttiva e ridefinizione delle direttrici di sviluppo», afferma, sottolineando che la questione centrale non riguarda solo la disponibilità di risorse, ma «la loro concreta capacità di produrre effetti». Paolillo evidenzia come permangano criticità legate ai tempi di attuazione, al coordinamento tra i diversi livelli decisionali e alla reale integrazione tra politiche industriali, lavoro e territorio.
Da qui nasce l’idea del Forum, articolato in tre giornate tematiche e pensato come un luogo di lavoro riservato ai soggetti che incidono direttamente sui processi di sviluppo. «Il tema oggi non è individuare nuove misure, ma comprendere perché quelle già attive non riescano sempre a produrre risultati proporzionati alle aspettative», spiega Paolillo. L’obiettivo è mettere attorno allo stesso tavolo chi guida, attua o vive quotidianamente questi processi, affrontando in modo concreto i nodi che frenano la capacità del territorio di trasformare le opportunità in risultati effettivi.
Il confronto si concentrerà sul funzionamento reale degli strumenti attivi — dalle bonifiche al CIS, fino al JTF — con particolare attenzione ai processi decisionali, ai tempi di realizzazione e alle ricadute economiche sul tessuto produttivo locale. Ma il dibattito si allargherà anche al ruolo del sistema produttivo, del lavoro e delle competenze, e alle possibili direttrici di sviluppo legate al porto, all’energia e alle nuove filiere. «Queste dinamiche non possono essere affrontate in modo settoriale», osserva Paolillo, «ma richiedono una lettura integrata».
Il Forum, nelle intenzioni di Confartigianato, vuole essere uno strumento a servizio del territorio, capace di accompagnare nel tempo le dinamiche in atto e di favorire una maggiore capacità di lettura, coordinamento e azione condivisa. L’iniziativa mira anche a rafforzare un metodo di lavoro più continuativo e meno episodico, superando frammentazioni e approcci non coordinati che in passato hanno limitato l’efficacia delle politiche di sviluppo.
La prima giornata, dedicata al tema “Istituzioni e Territorio”, servirà a inquadrare il ruolo degli enti pubblici nei processi in corso e a individuare le condizioni necessarie per migliorare l’efficacia degli strumenti già disponibili. Il percorso proseguirà con un secondo appuntamento dedicato al sistema produttivo, al lavoro e alle competenze, per poi concludersi con una sintesi condivisa delle priorità e delle condizioni operative per lo sviluppo del territorio.
In un contesto caratterizzato da un’elevata concentrazione di risorse e strumenti, Confartigianato richiama l’attenzione su ciò che oggi rappresenta il vero banco di prova: la capacità di trasformare queste opportunità in risultati concreti. È su questo terreno che il Forum intende collocarsi, come luogo di confronto e di lavoro utile a leggere con maggiore chiarezza le dinamiche in corso e a costruire, insieme, un percorso di sviluppo più solido e condiviso.

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