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La protesta monta, e questa volta arriva da uno dei settori che più di altri tiene materialmente in piedi il Paese.

La crisi del carburante, con aumenti definiti “incontrollati”, sta travolgendo l’autotrasporto pugliese e nazionale, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese. Confartigianato Trasporti Puglia lancia l’allarme con toni durissimi e annuncia lo stato di agitazione regionale, mentre a livello nazionale UnatraS valuta addirittura il fermo dei mezzi.
«La situazione è drammatica: ora come ora per ogni trasportatore avviare il motore significa perdere soldi», denuncia senza giri di parole Paolo Pertosa, presidente di Confartigianato Trasporti Puglia. Il quadro descritto è quello di un settore allo stremo, dove i costi operativi hanno superato i ricavi al punto da rendere economicamente insostenibile ogni viaggio. Molte aziende, spiegano dall’associazione, sono costrette a fermare i mezzi “quantomeno per evitare di aggravare ulteriormente lo stato dei propri bilanci”.
Il comunicato di Unatras dell’8 aprile ha acceso la miccia: la sigla che riunisce le principali associazioni dell’autotrasporto ha avvertito che «senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo il Comitato Esecutivo valuterà l’attuazione del fermo nazionale», definito come “conseguenza inevitabile” per difendere migliaia di imprese ormai incapaci di garantire la continuità dei servizi. Un messaggio che ha trovato immediata eco in Puglia, dove il Consiglio Direttivo regionale ha deciso di proclamare lo stato di agitazione in vista della riunione nazionale del 17 aprile.
Pertosa punta il dito anche contro le distorsioni della filiera: «Quello che fa più rabbia, al netto delle risposte che non arrivano, è che nelle catene di approvvigionamento c’è chi in questi giorni sta guadagnando scaricando sulle spalle della categoria la colpa dell’incremento dei prezzi». E aggiunge: «Sia chiaro: gli aumenti spropositati non sono certo dovuti a maggiori compensi nei confronti delle aziende di trasporto, che ormai sono in uno stato di default operativo, stritolate nella morsa dei costi».
Per rendere visibile la protesta, Confartigianato Trasporti Puglia ha lanciato un’iniziativa simbolica ma dal forte impatto comunicativo. Il 16 aprile le imprese sono invitate a fotografare i propri mezzi fermi in piazzale, affiancati dallo “scontrino d’emergenza”, e a pubblicare l’immagine sui social con la frase: “Se si spegne l’autotrasporto, si spegne il Paese”. Hashtag ufficiali: #CaroCarburante #MotoriSpenti #ConfartigianatoPuglia
Un gesto semplice, ma pensato per raccontare visivamente ciò che le parole non bastano più a spiegare: senza autotrasportatori, l’Italia si ferma davvero.

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