CRONACHE TARANTINE
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È un’idea che potrebbe cambiare il modo in cui le imprese pugliesi guardano ai mercati internazionali: far partire dalla Puglia un servizio di trasporto merci via aereo capace di raggiungere in poche ore destinazioni lontane, aprendo nuove rotte commerciali e accorciando distanze che oggi pesano sulla competitività del territorio.
È questo lo scenario emerso nell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi nella sede di Confapi Taranto con Francesco Tota, direttore commerciale di Gesfa, la società che sta sviluppando il polo cargo dell’aeroporto di Grottaglie. Un progetto che, nelle intenzioni, potrebbe diventare un vero acceleratore per l’internazionalizzazione delle aziende pugliesi e del Sud.
Alle imprese associate è stato illustrato un servizio “cargo puro” che, in una prima fase, prevederebbe voli ogni quindici giorni – con la possibilità di aumentare la frequenza fino a collegamenti settimanali o addirittura giornalieri – e che sarebbe rivolto a un’ampia gamma di merci: prodotti freschi e deperibili come ortofrutta, caseari, fragole e florovivaistici, ma anche tessile, componentistica industriale e automotive, fino alla merce ad alto valore tecnologico. Il cuore del progetto è il collegamento diretto con Istanbul, a un’ora e mezza di volo, uno dei più grandi hub logistici al mondo da cui si possono raggiungere oltre 320 destinazioni internazionali grazie al network globale di Turkish Airlines. Ma non è tutto: si sta valutando anche un futuro collegamento diretto con l’Inghilterra, un’opportunità particolarmente interessante per l’export e l’import di prodotti alimentari freschi verso il mercato britannico.
Dal punto di vista infrastrutturale, Grottaglie è già predisposto per diventare un polo logistico di riferimento: la pista tra le più lunghe d’Europa, gli ampi spazi disponibili e l’imminente attivazione del posto di controllo frontaliero – indispensabile per il controllo sanitario delle merci destinate al consumo umano – lo rendono uno scalo competitivo. Il trasporto aereo, inoltre, garantirebbe tempi di consegna rapidissimi, tra le 48 e le 72 ore anche verso destinazioni intercontinentali, offrendo un vantaggio significativo rispetto ai canali tradizionali. Il progetto è flessibile: qualora emergessero richieste specifiche, potrebbero essere attivati ulteriori voli diretti verso aree raggiungibili in 4-5 ore di volo, in collaborazione con Poste Cargo.
Confapi Taranto ha accolto con interesse la proposta, riconoscendo il valore strategico di un’iniziativa che permetterebbe di esportare prodotti locali in nuovi mercati e di ampliare il raggio d’azione delle imprese. Il bacino potenziale è ampio, dal sud della Campania all’Abruzzo, ma per cogliere appieno questa opportunità resta un nodo irrisolto: la rete dei trasporti. Senza collegamenti ferroviari adeguati e senza l’avvio dei voli civili da Grottaglie, Taranto continua a scontare un isolamento che frena la sua crescita.
È proprio su questo punto che si concentra la riflessione del presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, che vede nell’aeroporto una leva decisiva per il rilancio del territorio. «Ancora un paio di mesi e la stagione turistica avrà inizio e per la nostra città sarà l’ennesima occasione da sfruttare per quel rilancio che da troppo tempo stiamo cercando di avviare», ha dichiarato. «Sarà importante far leva su quelle potenzialità che ancora rimangono inespresse. A partire dall’aeroporto». Greco ha ricordato come lo scalo di Grottaglie abbia dimostrato negli anni «di essere un’infrastruttura con importanti caratteristiche: una pista fra le più lunghe in Europa, spazi disponibili, un progetto aerospaziale consolidato, la presenza di player industriali di livello internazionale e un sito idoneo per sperimentazioni di alto livello nel settore dei droni e della mobilità aerea avanzata».
Tutto questo, però, non si è ancora tradotto in un beneficio concreto per il territorio. «Questo potenziale non è ancora stato trasformato in un miglioramento dell’accessibilità né in un vantaggio diretto per il tessuto produttivo locale, e questo non può essere accettabile», ha affermato Greco. Per il presidente di Confapi, il nodo è chiaro: «Siamo di fronte a uno scarto tra potenzialità e impatto che oggi va assolutamente colmato. Senza un sistema aeroportuale pienamente funzionale, senza collegamenti ferroviari efficienti, la Taranto che vuole valorizzare la sua vocazione internazionale, che vuole affrancarsi da vecchi modelli industriali, che vuole gestire il suo futuro continuerà a rimanere ai margini delle traiettorie di crescita che stanno ridisegnando la geografia economica del Paese. E Taranto non può permetterselo».