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Un altro incidente dentro lo stabilimento di Acciaierie d’Italia riaccende le preoccupazioni sulla sicurezza, in un contesto produttivo che continua a mostrare fragilità strutturali e operative. 


Durante le attività di manutenzione legate al rifacimento dell’Altoforno 4, un muletto si è improvvisamente ribaltato mentre percorreva una rampa di servizio, travolgendo l’operaio che lo stava manovrando. Un episodio che, ancora una volta, mette in luce la fragilità di un impianto che continua a funzionare in condizioni operative complesse e spesso critiche.
Secondo una prima ricostruzione, il mezzo avrebbe perso il controllo durante la discesa, impattando contro un marciapiede prima di capovolgersi con l’operatore a bordo. I colleghi presenti sono intervenuti immediatamente, allertando il 118. L’operaio, dipendente interno, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata, dove è stato sottoposto agli accertamenti del caso. Le prime informazioni parlano di un trauma cranico e l’uomo si trova attualmente in osservazione.
A testimoniare la gravità dell’accaduto c’è anche il comunicato di sicurezza firmato dai rappresentanti aziendali e sindacali, che chiedono un incontro urgente per chiarire cause e responsabilità dell’incidente.
Sulla vicenda interviene anche Vincenzo Mercurio, coordinatore provinciale Usb Taranto, che parla senza giri di parole di un nuovo campanello d’allarme. «È l’ennesimo incidente allo stabilimento ex Ilva: si ribalta un muletto e l’operaio che lo stava manovrando rimane ferito», afferma, ricordando che al momento «non conosciamo ancora le condizioni del lavoratore, che ci auguriamo non siano gravi». Per Mercurio, però, il punto è un altro: «Questa è l’ennesima prova di quanto sia diventato pericoloso quello stabilimento, nel quale si lavora con mezzi e in quota, in contesti che esigono manutenzioni costanti, ordinarie e straordinarie, ancora più puntuali visto che gli impianti sono datati».
Il sindacalista insiste su un concetto che Usb ripete da mesi: «I segnali d’allarme sono tanti». E il destinatario dell’appello è chiaro: «Il nostro incessante appello rimane sempre lo stesso nei confronti dell’unico soggetto che può e deve intervenire al più presto: lo Stato». Mercurio ricorda che il governo «ha responsabilità ben precise rispetto a questa vertenza» e deve farsi carico «delle esigenze dei lavoratori e della comunità tarantina, che purtroppo continua a pagare il prezzo più alto».
L’incidente di oggi, mentre si attendono aggiornamenti sulle condizioni dell’operaio, riapre dunque una ferita mai rimarginata: quella della sicurezza in fabbrica, un tema che a Taranto non può più essere rimandato.

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