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In un momento in cui l’industria aeronautica italiana torna a essere uno dei punti sensibili del dibattito nazionale, la Puglia si ritrova ancora una volta al centro di una partita che intreccia lavoro, strategia industriale e futuro tecnologico del Paese.

La  riunione di ieri, giovedì 16 aprile, della Task Force regionale ha riportato al centro dell’attenzione il destino degli stabilimenti Leonardo di Grottaglie e Foggia, due presìdi produttivi che negli anni hanno costruito competenze uniche e un indotto essenziale per l’economia del territorio. È in questo scenario che le segreterie provinciali della Fiom di Taranto e Foggia hanno diffuso una nota dai toni fermi, mettendo in fila timori, richieste e una linea sindacale che non lascia spazio a interpretazioni.

La Fiom ha spiegato di aver partecipato all’incontro convocato presso la presidenza della Task Force regionale, alla presenza dell’assessore al Lavoro Sebastiano Di Sciascio, dei consiglieri regionali di maggioranza, delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm. Al centro del confronto, ancora una volta, il futuro dei siti pugliesi della Business Unit Aerostrutture di Leonardo. «Abbiamo illustrato le nostre preoccupazioni rispetto all’ipotesi di una joint venture con il fondo sovrano PIF», si legge nella nota, una prospettiva che secondo il sindacato «potrebbe tradursi negli anni in un progressivo indebolimento del controllo pubblico su un settore ad alta tecnologia e interamente radicato nel Sud Italia». La Fiom ha richiamato anche il rischio di una delocalizzazione di attività produttive verso altri Paesi, con la conseguente perdita di professionalità e know‑how costruiti in decenni di investimenti.

La posizione del sindacato resta netta: «La governance, così come le lavoratrici e i lavoratori, devono rimanere all’interno della One Company Leonardo». Una condizione ritenuta indispensabile per garantire stabilità industriale, continuità produttiva e tutela occupazionale. Le segreterie di Taranto e Foggia hanno inoltre chiesto alla Regione Puglia di avviare un confronto diretto con i vertici aziendali già dal 7 maggio, data di insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione e del nuovo Amministratore Delegato, per ottenere «garanzie chiare e vincolanti» sul futuro dei due stabilimenti e dell’intero indotto. «Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vertenza», conclude la Fiom, ribadendo che al centro devono restare «la difesa del lavoro, della produzione e del ruolo strategico dell’aeronautica civile nel Mezzogiorno».

 

Angolano: “Serve un cronoprogramma condiviso e interlocuzioni nazionali”

La presidente della VI Commissione, Annagrazia Angolano, ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla vertenza. Ha ricordato che «siamo nei tempi per poter agire in maniera tempestiva ed evitare l’ennesimo affronto al nostro territorio» e ha ribadito che occorre «condividere insieme un cronoprogramma operativo e pretendere chiarezza sulla politica industriale della Business Unit Aerostrutture». Angolano ha evidenziato che, essendo il Governo il principale azionista di Leonardo, sarà fondamentale avviare interlocuzioni nazionali subito dopo l’insediamento del nuovo CdA, previsto per metà maggio. Ha infine richiamato il valore del know‑how maturato negli stabilimenti pugliesi, un patrimonio che «dobbiamo garantire resti sul nostro territorio».

 

Borraccino: “Dubbi sull’ingresso del fondo saudita, preservare l’eccellenza pugliese”Il presidente della II Commissione, Cosimo Borraccino, ha definito l’incontro «molto importante» per chiarire la posizione del territorio rispetto al possibile ingresso del fondo sovrano saudita nel capitale della Divisione Aerostrutture. Ha ricordato di aver espresso «dubbi» su un’operazione che, secondo quanto riportato, potrebbe nel lungo periodo favorire una delocalizzazione della produzione. Borraccino ha spiegato che l’assessore regionale è stato delegato a incontrare il nuovo CdA per rappresentare queste criticità e chiedere di preservare gli stabilimenti di Grottaglie e Foggia. Ha richiamato inoltre la responsabilità del Governo nella definizione della politica industriale, sottolineando che una eventuale delocalizzazione «significherebbe la desertificazione del tessuto produttivo meridionale».

 

Ugl: “Chiarezza sulle strategie e garanzie per l’occupazione”

L’Ugl Metalmeccanici ha espresso forte preoccupazione per le indiscrezioni su possibili partnership con fondi esteri, ricordando che gli stabilimenti pugliesi si trovano oggi «in una condizione di stabilità e buona salute produttiva». Il sindacato ha chiesto «piena chiarezza sulle strategie industriali future» e un intervento tempestivo delle istituzioni regionali e nazionali. Ha definito «fondamentale» la nomina del nuovo Amministratore Delegato per avviare un confronto concreto sulle prospettive industriali e occupazionali, ribadendo la necessità di «garanzie concrete sulla tutela dei livelli occupazionali, sia diretti sia dell’indotto» e di preservare il controllo industriale italiano su un settore considerato strategico.

 

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