Image

Si è svolta nella giornata di venerdì 17 aprile, nella Sala Resta della Cittadella delle Imprese, la prima giornata del Forum "Taranto può farcela, se...", promosso da Confartigianato Taranto, con una partecipazione ampia e qualificata dei principali soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio.


Un livello di presenza che ha riunito, in un unico spazio di confronto, i soggetti che oggi governano e incidono sui processi di sviluppo: Piero Bitetti, Sindaco di Taranto; Gianna Elisa Berlingerio, Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia; Vito Uricchio, Commissario per le bonifiche; On. Dario laia, Responsabile del CIS; Raffaella Ladiana, Autorità di Sistema Portuale;
Pasquale Orlando, Dirigente Organismo Intermedio JTF; Leonardo Giangrande, Vice Presidente della Camera di Commercio; Antonio Messeni Petruzzelli, Presidente Tecnopolo; Maurizio Cotrona, Dirigente Casa del Made in Italy, insieme al Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari, alle principali associazioni di categoria di tutti i settori economici, alle organizzazioni sindacali, agli ordini professionali, ad ARPAL e ai vertici regionali di Confartigianato.
Sono inoltre intervenuti gli On. Maiorano, Viggiano e Turco, insieme a una vasta rappresentanza di consiglieri regionali e assessori comunali.
Il Forum si è svolto secondo un'impostazione volutamente innovativa: non un convegno, ma un confronto diretto sui meccanismi reali che guidano le trasformazioni in corso.
Dopo i saluti del Presidente di Confartigianato Taranto, Giovanni Palmisano, il Segretario Generale Fabio Paolillo ha chiarito il senso dell'iniziativa: comprendere a quali condizioni la straordinaria concentrazione di strumenti e risorse attivi su Taranto possa tradursi in sviluppo reale.
Il percorso è stato costruito e guidato dal team di Confartigianato Taranto, con il coordinamento di Laura Musillo, che ne ha curato l'architettura e l'impianto dei contenuti, il contributo analitico di Marcello Carone, esperto di economia del territorio, e la moderazione del giornalista economico Domenico Palmiotti, ponendo al centro del confronto il funzionamento concreto dei processi.
Dal confronto è emersa una consapevolezza chiara: la presenza di risorse, pur straordinaria, non è di per sé sufficiente a generare l'atteso sviluppo.
Il tema non è "quanto" si mette in campo. Il tema è "come" tutto questo funziona.
Tra i principali nodi: il disallineamento tra obiettivi dichiarati e risultati effettivamente monitorati; la difficoltà di trasformare gli investimenti in ricadute economiche diffuse; il divario tra le filiere attivate e la struttura reale del sistema produttivo locale; la necessità di rafforzare il coordinamento tra strumenti e livelli istituzionali; il passaggio ancora non pienamente strutturato tra investimenti, filiere e occupazione stabile.                                A questi elementi si aggiunge un dato di contesto rilevante: le dinamiche demografiche del territorio come il calo della popolazione e la riduzione della componente giovanile e progressiva fuoriuscita di capitale umano qualificato che incidono direttamente sulla capacità di sostenere nel tempo i processi di sviluppo e di alimentare nuove filiere produttive.                         Nel corso del confronto è emerso con particolare forza un nodo che non può essere eluso. Le risorse oggi disponibili sono destinate a sostenere lo sviluppo del territorio e il rafforzamento del suo sistema produttivo. E tuttavia, nella fase attuativa, si rileva in alcuni casi una distanza tra questa finalità e le condizioni concrete di accesso. In particolare, con riferimento ai bandi di gara e agli strumenti di finanziamento, sono stati evidenziati meccanismi e requisiti che non sempre risultano allineati con la struttura reale del sistema imprenditoriale locale. 
Si determina così una contraddizione che può essere sintetizzata con chiarezza: "Strumenti pensati per le imprese del territorio che rischiano di non essere pienamente accessibili alle imprese del territorio." È su questo passaggio che si misura la credibilità stessa dei processi di sviluppo.
Il confronto si è svolto in forma diretta, senza formalismi, entrando nel merito dei processi.
È stato riconosciuto da più rappresentanti istituzionali - tra cui il Sindaco, il Commissario alle bonifiche e il Responsabile del CIS - come una modalità nuova e utile: un confronto moderato e schietto tra istituzioni e sistema economico.
Dal confronto emerge una indicazione netta. I processi di sviluppo non possono essere governati per compartimenti. Richiedono una capacità concreta di lavorare insieme.
Insieme devono operare: le istituzioni che programmano e attuano, le rappresentanze che esprimono il sistema produttivo, le organizzazioni del lavoro. Non come somma di posizioni, ma come costruzione di una base comune.
Perché senza questa convergenza diventa difficile orientare le scelte, definire le filiere e trasformare le opportunità in risultati.
Il percorso proseguirà con la seconda giornata del Forum, dedicata al sistema produttivo, al lavoro e alle competenze, nella quale il confronto entrerà nel merito della capacità reale delle imprese del territorio di accedere agli strumenti disponibili, partecipare ai processi in atto e contribuire alla costruzione delle nuove traiettorie di sviluppo. Sarà questo il passaggio decisivo per verificare se e a quali condizioni le opportunità oggi presenti possono tradursi in partecipazione effettiva, occupazione e sviluppo concreto.
Taranto può farcela. Ma può farcela a una condizione: che le risorse diventino realmente accessibili, che le imprese possano partecipare, che si generi lavoro, e che tutti i soggetti coinvolti operino, concretamente, nella stessa direzione.

Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
STONEG S.R.L.
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Franky
MtService
CM-TS S.R.L.
Gruppo Jolly
BUILD ENGINEERING
Flaminia
Flaminia
Flaminia
Flaminia