CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Nelle scorse settimane Confapi Taranto, da sempre attenta a tutte quelle iniziative in grado di portare benefici ad una terra che vuole cominciare a gestire il proprio futuro, ha consegnato al sindaco, all'Amministrazione comunale, al Consiglio regionale, ai parlamentari ionici e alle organizzazioni sindacali un proprio elaborato proprio per fornire un contributo al Tavolo per lo Sviluppo del Territorio.
Si tratta del “Progetto Taranto”, un documento che raccoglie e sistematizza le principali analisi, posizioni e proposte espresse dal direttivo e dal Centro studi dell'associazione, con l’obiettivo di fornire alle Istituzioni un quadro organico, coerente e fondato sulle evidenze del territorio, utile a supportare processi decisionali strutturati e non più procrastinabili. Un documento che è alla base di una mozione consegnata oggi, lunedì 20 aprile, al Governo regionale a cui si chiede di istituire un tavolo permanente di lavoro con l'obiettivo di definire una strategia condivisa orientata ai risultati.
Taranto rappresenta oggi uno dei contesti più complessi a livello nazionale, in cui si intrecciano dinamiche economiche, sociali e ambientali che richiedono infatti una visione strategica complessiva. Ed in questo scenario, Confapi Taranto intende ribadire il proprio ruolo di rappresentanza del sistema delle piccole e medie imprese, proponendo un contributo concreto basato su analisi tecniche, esperienze dirette e conoscenza del tessuto produttivo locale. Un tessuto produttivo che, volendo avviare una proficua diversificazione economica, deve però poter contare su certezze. Situazione che al momento stenta a concretizzarsi.
Emblematica è la vertenza dell'ex Ilva. All'indomani della visita in città di un potenziale investitore per l'acquisto dell'intero asset, si è registrata l'iniziativa del sindaco di Taranto che ha emesso un'ordinanza con cui si dispone il fermo della centrale termoelettrica dello stabilimento.
“Si tratta di un provvedimento - commenta il presidente di Confapi Taranto, ing. Fabio Greco - che per quanto legittimo va ad inserirsi in un momento cruciale della trattativa. Sia chiaro: il sindaco deve fare i suoi passaggi, anche se forse sarebbe stato meglio rivedere la tempistica. Ma, comunque, adesso spetta al Governo dare un segnale di concretezza. Stiamo aspettando da due anni l'aggiudicazione di una gara che ricorda sempre più... la famosa “tela di Penelope. La situazione - continua il presidente dell'Associazione che dà voce ad oltre 150 imprese locali - non è più accettabile perché le già precarie condizioni in cui si trovano le aziende dell'indotto sono diventate ulteriormente complicate. Ed il motivo lo si intuisce senza giri di parole: perché non ci sono prospettive. Stiamo vivendo una condizione che non porta ad alcuna tranquillità economico-finanziaria delle imprese - conclude il presidente di Confapi -. Chiaramente questo contesto estremamente incerto genera instabilità nel mondo dell'impiantistica. Si badi bene, non solo della siderurgia. Perché se si parla di siderurgia il riferimento è all'ex Ilva ma quelle che fanno parte dell'Associazione che presiedo sono aziende che una volta entrate in crisi vanno a rappresentare, loro malgrado, il presupposto di un effetto domino che va ad interessare qualsivoglia settore economico. E di tutto questo Taranto non ne ha proprio bisogno”.