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L’assemblea sindacale convocata da Usb, Fials e Fp Cgil ha registrato una partecipazione imponente, con una sala gremita di lavoratori delle Sanitaservice dell’Asl di Taranto uniti da un messaggio netto: «Le Sanitaservice non si toccano e indietro non si torna».

Un’affermazione che ha fatto da filo conduttore a un incontro vissuto come momento di difesa collettiva di una conquista che, per molti, ha rappresentato la fine di anni di precarietà e sfruttamento. A Taranto, ricordano i sindacati, sono circa 1500 i dipendenti delle società in house, oggi considerati un presidio essenziale di stabilità e dignità lavorativa.
Ad aprire i lavori è stato l’intervento di Luigino Sergio, già amministratore unico della Sanitaservice di Lecce, che ha illustrato i dati relativi alla spesa sostenuta dalle Asl pugliesi per il funzionamento delle società in house, pari a circa il 3% della spesa sanitaria regionale. Un dato che, ha sottolineato, «demolisce il buffo tentativo di addebitare alle Sanitaservice il buco della sanità pugliese», definito senza mezzi termini «un alibi». A seguire, numerosi interventi hanno toccato le diverse commesse — dall’ausiliariato al Cup, dall’emergenza‑urgenza al supporto tecnico, amministrativo e informatico — restituendo un quadro complessivo del ruolo svolto quotidianamente dai lavoratori.
Sono intervenuti Francesco Rizzo per Usb, Pierpaolo Volpe per Fials e Cosimo Sardelli per Fp Cgil, che hanno ribadito la necessità di difendere un modello che ha garantito qualità dei servizi e tutela occupazionale. A pesare, però, è stata l’assenza della politica regionale: né il presidente Antonio Decaro né l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia hanno preso parte all’assemblea, così come la totalità dei consiglieri regionali, fatta eccezione per Cosimo Borraccino. Una scelta che i sindacati hanno vissuto come un’occasione mancata di confronto diretto in un momento in cui i lavoratori chiedono rassicurazioni sulla continuità delle Sanitaservice.
Presenti invece il vicesindaco di Taranto Mattia Giorno, l’assessore Lucio Lonoce e i consiglieri comunali Emiliano Messina, Alexia Serio, Marilena Devito, Bianca Boshnjaku e Stefano Panzano. L’assemblea, fortemente voluta dai lavoratori e organizzata da tre sigle che rappresentano l’80% del personale, ha confermato la volontà di proseguire la mobilitazione. Con ogni probabilità, annunciano i sindacati, sarà organizzata una iniziativa congiunta per portare la vertenza a Bari, direttamente all’attenzione della Regione.

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