CRONACHE TARANTINE
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Taranto si prepara a riscoprire parti della sua storia più antica, quelle che per anni sono rimaste nascoste dietro recinzioni, stratificazioni urbane e abbandono.
Oggi il deputato di Fratelli d’Italia e commissario unico del CIS, Dario Iaia, ha annunciato l’avvio di un intervento che promette di cambiare il volto della Città Vecchia: la riqualificazione delle aree archeologiche dell’Isola Madre. La gara è stata aggiudicata a febbraio e i cantieri apriranno già nei primi giorni di giugno, segnando l’inizio di un percorso che punta a restituire alla città luoghi simbolo della sua identità millenaria. «È un passo fondamentale per riportare alla fruizione tesori nascosti che raccontano la storia di Taranto», ha spiegato Iaia, presentando un progetto che intreccia tutela, rigenerazione urbana e rilancio turistico.
Il progetto interesserà tre aree simboliche del centro antico: l’area del tempio dorico in piazza Castello, i resti archeologici sotto i giardini di piazza Municipio e l’area di largo San Martino. L’obiettivo è risolvere criticità storiche e restituire leggibilità a uno dei monumenti più rilevanti dell’epoca magnogreca. L’attuale recinzione che isola le colonne doriche verrà rimossa, permettendo al sito di tornare a dialogare con lo spazio pubblico. I reperti sommersi sotto i giardinetti, scavati nel 1993 e poi nuovamente coperti, saranno riportati alla luce ampliando l’area archeologica e offrendo una narrazione più completa della stratificazione storica della città. Per migliorare la visibilità del complesso, è prevista anche la rimozione delle essenze arboree che oggi ne limitano la percezione, insieme a una nuova sistemazione di piazza Municipio, che sarà ripavimentata con basole in pietra e resa interamente pedonale. Si tratta di un restauro evocativo, pensato per restituire ai visitatori la reale forma e dimensione del tempio, oggi difficilmente intuibile dalle poche strutture superstiti.
Interventi significativi riguarderanno anche l’area archeologica di largo San Martino, oggi inaccessibile e in stato di abbandono. L’area, collocata sul salto di quota della Città Vecchia e custode di resti delle antiche mura dell’acropoli, è stata negli anni Novanta inglobata in una struttura che collega diversi livelli urbani. Il progetto prevede il restauro delle coperture, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la valorizzazione dei reperti custoditi all’interno. Un ulteriore tassello riguarda la zona archeologica sotto la chiesa e il convento di San Domenico, dove si trovano le fondazioni di un tempio greco del V secolo a.C., oggi non visibili al pubblico perché accessibili solo tramite otto botole. L’intervento consentirà di rendere fruibili questi resti attraverso un collegamento verticale e un percorso dedicato che ne evidenzi l’importanza.
«Questo restauro non solo recupererà aree di grande pregio archeologico, ma contribuirà anche alla rigenerazione urbana e alla creazione di nuove opportunità per la comunità locale», ha aggiunto Iaia, ricordando che il progetto è finanziato con fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo. Secondo il commissario, l’intervento avrà un impatto significativo sull’economia dell’Isola Madre, generando nuova occupazione e aumentando la domanda di servizi culturali. La valorizzazione dei siti archeologici renderà l’area più attrattiva, favorendo possibili rifunzionalizzazioni urbane e stimolando attività legate al turismo. «Con la maggiore fruibilità e valorizzazione dei siti archeologici, Taranto potrà diversificare la sua offerta culturale e turistica», ha concluso Iaia, sottolineando come la città stia finalmente recuperando il suo patrimonio più antico per trasformarlo in una risorsa viva e contemporanea.