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La vertenza Irigom è stata al centro dell’attenzione regionale in un momento particolarmente delicato per i 47 lavoratori dello stabilimento di Taranto, fermi da quasi un anno a seguito del sequestro preventivo dell’impianto dopo l’incendio del 28 giugno 2025.
La scadenza della Cassa Integrazione Ordinaria, fissata al 2 maggio, ha reso urgente individuare una soluzione che evitasse ai dipendenti di rimanere privi di qualsiasi tutela reddituale. Per questo motivo Filctem‑Cgil e Uiltec hanno richiesto con urgenza la convocazione della Task force regionale per l’occupazione, sottolineando la necessità di un intervento immediato per scongiurare il rischio di un vuoto di protezione sociale.
La richiesta ha prodotto gli effetti sperati: la Regione Puglia ha convocato un incontro per oggi, giovedì 23 aprile, nella sede della Task force a Bari. Al tavolo hanno partecipato il presidente del Comitato Sepac Leo Caroli, il vicepresidente Gianfranco Todaro, il coordinatore Arpal Taranto Michele Coviello, l’esperto nominato dalla Procura ing. Antonio Galati con la consulente Antonietta Riccio. Per Irigom è intervenuto il nuovo presidente del consiglio di amministrazione Gaetano Nacci e il nuovo amministratore delegato Fabrizio Quarto; per Eco Eridania hanno partecipato il direttore rifiuti industriali Flavio Raimondo e il direttore del personale Federico Salis. Per le organizzazioni sindacali erano presenti il segretario generale Filctem‑Cgil Taranto, Francesco Bardinella, e il segretario generale Uiltec, Amedeo Guerriero.
Il confronto, come sottolinea il segretario generale Filctem-Cgil Taranto Francesco Bardinella, ha portato a un risultato concreto: l’azienda ha dichiarato la volontà di tutelare i lavoratori, così come da noi richiesto, nelle more della bonifica e della messa in sicurezza del sito, accettando di presentare domanda di accesso alla Cassa Integrazione Straordinaria per riorganizzazione e ristrutturazione aziendale per 37 lavoratori, per 12 mesi a partire dal prossimo 4 maggio. L’azienda si è impegnata a corrispondere la Cigs alle normali scadenze di paga e a utilizzare il personale secondo un criterio di rotazione. Arpal, fa presente ancora Bardinella, ha confermato la disponibilità a prendere in carico i lavoratori per percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Il presidente Caroli ha annunciato che il tavolo Sepac sarebbe diventato permanente, con un primo incontro di monitoraggio fissato entro il 30 maggio.
Soddisfazione «per una vertenza che da tempo segnava un’impasse che col passare del tempo rischiava di ritorcersi esclusivamente sui lavoratori, dal momento che la cassa integrazione era di imminente scadenza e non si intravvedevano prima di oggi spiragli positivi» è stata espressa al termine del vertice dal segretario generale Filctem-Cgil Taranto.
«Continueremo a monitorare costantemente la situazione. L’incontro di oggi – ha concluso Bardinella - ha così segnato un passaggio decisivo, con l’impegno di Irigom e Eco Eridania a salvaguardare e rilanciare il sito di Taranto, restituendo una prospettiva di tutela ai lavoratori e avviando un percorso condiviso verso la messa in sicurezza e la possibile riattivazione dell’impianto».
Durante l’incontro è stata ricostruita la situazione del sito di via Ariosto, con il capannone C1 ancora sotto sequestro. L’ing. Galati, consulente della Procura, ha ricordato che, nonostante il parere tecnico favorevole alla facoltà d’uso, il Gip ha rigettato la richiesta per assenza di elementi di novità. L’amministratore delegato di Irigom, Fabrizio Quarto, ha però evidenziato che tali elementi possono essere rappresentati dal cambio del management e dall’avvio della progettazione integrale del risanamento, affidata a un soggetto specializzato già incaricato. Il presidente di Irigom, Gaetano Nacci, ha inoltre comunicato che la Polizia giudiziaria è tornata sul sito il 22 aprile e che l’azienda sta per presentare una nuova istanza di facoltà d’uso, impegnandosi a recepire integralmente le prescrizioni contenute nella relazione dell’ing. Galati.