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La vertenza Natuzzi entra in una fase decisiva.

Dopo settimane di allarme crescente tra lavoratori, in sciopero con presidio permanente davanti le sedi dell’azienda, sindacati e amministrazioni locali, arriva la convocazione ufficiale del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: un incontro fissato per martedì 28 aprile alle ore 10.00 e presieduto dal ministro Adolfo Urso, con la partecipazione delle Regioni Puglia e Basilicata, per “coordinare un’azione sinergica delle istituzioni nella gestione della crisi aziendale”. Una mossa attesa e considerata cruciale, mentre sul territorio si moltiplicano le prese di posizione e le richieste di intervento immediato.
Intanto un segnale significativo è arrivato anche dal mondo ecclesiale. Nel pomeriggio di giovedì 23 aprile, infatti, il vescovo di Castellaneta, mons. Sabino Iannuzzi, ha ricevuto le Rsu dello stabilimento di Laterza, esprimendo “piena vicinanza e solidarietà ai lavoratori dello stabilimento di Laterza e dell’intera filiera”, ricordando che “la condizione di incertezza che stanno vivendo, insieme alle loro famiglie, rappresenta una ferita aperta per tutto il territorio”. Il presule ha rivolto un appello alle istituzioni “affinché si attivino con urgenza per scongiurare scelte che possano compromettere il futuro dell’industria del mobile made in Italy”, chiedendo che ogni decisione sia orientata alla tutela della dignità del lavoro e condivisa con le parti sociali.
Mons. Iannuzzi ha inoltre sottolineato la necessità di “riaprire un tavolo di interlocuzione che coinvolga tutti gli attori interessati, per giungere a soluzioni concrete e sostenibili”, annunciando che nei prossimi giorni si recherà personalmente nello stabilimento di Laterza per incontrare i lavoratori e manifestare direttamente il sostegno della comunità ecclesiale. Contestualmente, ha confermato l’impegno a promuovere una rete istituzionale territoriale capace di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e favorire percorsi condivisi a tutela del bene comune.
Sul fronte politico, il deputato di Forza Italia Vito De Palma ha accolto positivamente la convocazione del tavolo, definendola un passaggio necessario e ribadendo l’urgenza di un piano industriale credibile e di garanzie occupazionali per gli stabilimenti di Puglia e Basilicata. De Palma ha richiamato la responsabilità congiunta di Governo, Regioni e azienda, ricordando che in gioco ci sono centinaia di famiglie e un segmento strategico del sistema produttivo locale.
Preoccupazione altrettanto forte arriva dal vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, Renato Perrini, che ha chiesto un’audizione urgente in Commissione Lavoro. Perrini ha richiamato le stime sindacali che parlano di 700-900 esuberi potenziali e del rischio di chiusura o cessione di siti produttivi, con conseguenze pesantissime per l’intera filiera del mobile imbottito. Da qui la richiesta di chiarimenti al management e alle istituzioni regionali, e la necessità di verificare anche l’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al gruppo nel corso degli anni.
La convocazione del 28 aprile arriva dunque in un clima di mobilitazione diffusa, in cui istituzioni, rappresentanze sociali e comunità locali chiedono risposte rapide e un percorso condiviso per evitare che una delle realtà simbolo del distretto del mobile imbottito scivoli verso un ridimensionamento irreversibile. Le prossime settimane diranno se il confronto potrà tradursi in un vero piano di rilancio capace di salvaguardare lavoro, competenze e futuro dei territori.

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