CRONACHE TARANTINE
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C’è un filo sottile che ogni anno, a Taranto, torna a tendersi tra la città e il suo Patrono. Un filo antico, che non smette di rinnovarsi e di parlare al presente.
È il filo dell’accoglienza, dell’apertura, della capacità di riconoscere nell’altro non un forestiero ma un compagno di cammino. È questo il senso profondo dei festeggiamenti in onore di San Cataldo, il vescovo venuto dall’Irlanda che la tradizione popolare ha a lungo definito “patrono dei forestieri”, ma che oggi la comunità tarantina vuole riscoprire come patrono dell’accoglienza, della città che si apre, che include, che si lascia attraversare.
Dal 30 aprile al 10 maggio, Taranto vivrà dieci giorni intensi, intreccio di iniziative religiose e civili, processioni, momenti di preghiera, incontri, simboli identitari e gesti comunitari. Dieci giorni che sono stati presentati questa mattina, lunedì 27 aprile, nel corso della conferenza stampa tenutasi alla presenza dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, del parroco della Basilica Cattedrale mons. Emanuele Ferro, di mons. Alessandro Greco, del vicesindaco Mattia Giorno e del segretario del Comitato per i festeggiamenti.
L’arcivescovo Miniero ha sottolineato come la festa patronale sia, prima di tutto, un tempo di spiritualità condivisa: «Durante le celebrazioni ci sarà certamente un momento proprio di raccoglimento e di preghiera. Per la pace avremo un appuntamento insieme con le amministrazioni della provincia di Taranto. È un altro momento in cui la fede si unisce però anche al senso necessario della festa». Per Miniero, infatti, la festa non è un elemento accessorio ma un linguaggio comunitario: «La festa ci permette di esprimere, attraverso l’apertura del cuore, ideali che condividiamo. Imprime nei nostri cuori valori di unità, fraternità, amicizia che continuamente ricerchiamo e che in certi momenti esplodono nello stare insieme. Non può esserci un momento di incontro se non è anche un momento di festa». E proprio da qui nasce il significato più profondo del Santo venuto da lontano: «Il concetto di accoglienza per il santo venuto da lontano inaugura e inizia un cammino».
Il vicesindaco Mattia Giorno ha richiamato il valore civico della festa, che non appartiene solo alla dimensione religiosa ma all’intera comunità: «Questa è una delle feste religiose più sentito dalla città proprio perché la cerimonia de ‘U Pregge, con la consegna al sindaco del simulacro del santo, dà un significato importante di partecipazione di tutta la città e soprattutto della città istituzionale. La festa del santo patrono è la festa di chi crede e di chi non crede, di chi abita in città vecchia e di chi vive nelle periferie più lontane. È la festa che ci permette di riscoprire non soltanto una parte della nostra identità ma di riscoprirci comunità». Giorno ha ricordato anche il lavoro dietro le quinte: «Ho ringraziato il Comitato Feste, il vescovo, don Emanuele e tutte le persone che lavorano da mesi all’organizzazione di tantissime iniziative che hanno un costo di tempo, di lavoro, di danaro. Tutto questo è possibile grazie alla partecipazione della città. Se ognuno di noi si sentisse ancora più partecipe, San Cataldo potrebbe continuare a crescere e portare sempre più in alto il nome della nostra città».
Il parroco della Cattedrale, mons. Emanuele Ferro, ha evidenziato la volontà di rendere la festa sempre più ricca di significati e di aperture: «Il tentativo è riempire di manifestazioni sempre più interessanti, legate non solo alla parte strettamente ecclesiale ma anche all’accoglienza, alla pace, allo spirito di speranza per i popoli. La festa patronale coinvolge tutta la città e l’arcidiocesi, sarebbe non opportuno non cercare di coinvolgere e di gettare ponti di dialogo rispetto alle istanze che viviamo». Ferro ha ricordato come i temi della pace e della convivenza siano profondamente legati alla figura del Santo: «Non esiste nessun santo che non abbia cambiato il mondo intorno a sé. Sarebbe monca la festa se non ci fosse una ricaduta sui temi sociali, culturali, sportivi». Ha poi illustrato alcuni momenti centrali del programma: «Gli appuntamenti liturgici mettono al centro la Cattedrale. Ci sono appuntamenti fissi come la consegna dei Cataldus d’argento, la processione a mare e la festa del 10. Vorrei sottolineare la festa della mamma introdotta nelprogramma dei fersteggiamenti, con un dono personalizzato per tutte le mamme da parte dei bambini, e la partecipazione all’Invenctio Corporis Sancti Cataldi con l’ostensione della Crocetta Aurea, una cerimonia che ormai assume un posto particolare nei festeggiamenti». Infine, ha richiamato l’importanza della Giornata per la Pace del 7 maggio, con la presenza dei sindaci della provincia e delle diocesi vicine: «Dobbiamo raccogliere le buone pratiche del territorio. E poi parteciperanno insieme i vescovi di Taranto, Castellaneta e Oria a una veglia per la pace». E sul senso ultimo della festa ha concluso: «Non credo di evangelizzare attraverso un dj set, però di aprire una porta sì. Le porte sono aperte sempre per tutti. L’immagine dell’accoglienza deve prevalere rispetto a San Cataldo. Non è patrono dei forestieri: è patrono dell’accoglienza, dell’apertura».
Il programma completo
Giovedì 30 aprile
L’avvio ufficiale dei festeggiamenti sarà segnato dal solenne rito di intronizzazione del simulacro argenteo di San Cataldo e dall’ostensione delle sue reliquie, un momento profondamente identitario per la città. Alle 18 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Francesco Maranò, vicario episcopale per la Pastorale di settore, e sarà accompagnata dall’invocazione allo Spirito Santo per l’inizio delle celebrazioni. Parteciperanno le comunità carismatiche Gesù Ama, Gesù Risorto, Comunità Maria, il Rinnovamento nello Spirito Santo, i Servi di Cristo Vivo e il gruppo “Pescatori di uomini”, che daranno al rito un tono di intensa partecipazione popolare.
Venerdì 1° maggio
Nel pomeriggio, sempre alle 18, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Emanuele Ferro, parroco della Basilica Cattedrale, con la partecipazione della comunità di Taranto vecchia, che tradizionalmente vive con particolare devozione il rapporto con il Patrono.
Sabato 2 maggio
La giornata sarà dedicata al mondo francescano, in occasione del Giubileo straordinario. La celebrazione delle 18 sarà presieduta da don Francesco Nigro, vicario episcopale per la Liturgia e la Ministerialità, e vedrà la partecipazione delle chiese francescane, delle parrocchie giubilari e delle realtà legate alla spiritualità di san Francesco, che offriranno un contributo di fraternità e semplicità evangelica.
Domenica 3 maggio
La giornata delle confraternite si aprirà alle 10 all’Istituto Maria Immacolata, da cui partirà il pellegrinaggio delle confraternite dell’Arcidiocesi verso la Basilica Cattedrale. All’arrivo, alle 11.30, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Filippo Santoro, arcivescovo emerito di Taranto. Nel pomeriggio le reliquie del Santo raggiungeranno Cariati, in Calabria, per un pellegrinaggio che rinsalda antichi legami tra comunità. In Cattedrale, alle 18, si terrà una nuova celebrazione eucaristica.
Lunedì 4 maggio
Alle 18 la celebrazione sarà presieduta da don Francesco Imperiale, vicario episcopale per l’Evangelizzazione e la Testimonianza della Carità, con la partecipazione del gruppo “L’Ora di Gesù”. A seguire, mons. Pasquale Morelli, canonico penitenziere del Capitolo Metropolitano, guiderà un momento di adorazione eucaristica.
Martedì 5 maggio
La giornata dei giubilei e degli anniversari sacerdotali vedrà alle 18 la celebrazione presieduta da mons. Alessandro Greco, delegato ad omnia, con la partecipazione dei presbiteri che celebrano il loro anniversario di ordinazione, dal sessantesimo al primo. Saranno presenti Azione Cattolica, AGESCI, Acli, i Convegni di Cultura Maria Cristina, i Cursillos, la FUCI, la GIFRA, l’OFS, la Legio Mariae, il Movimento dei Focolari, la Rete Mondiale di Preghiera, l’UNITALSI e molte altre realtà ecclesiali. Alle 20.30 una seconda celebrazione sarà presieduta da mons. Luigi Romanazzi insieme al movimento di Comunione e Liberazione.
Mercoledì 6 maggio
La giornata cataldiana delle famiglie sarà caratterizzata dalla celebrazione delle 18 presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, durante la quale le famiglie presenti rinnoveranno le promesse matrimoniali, un gesto che negli ultimi anni ha assunto un forte valore comunitario.
Giovedì 7 maggio
La giornata cataldiana per la pace inizierà alle 17 con la celebrazione eucaristica in Cattedrale. Alle 18.30 si terrà il momento “In rete per la pace”, durante il quale le amministrazioni comunali della provincia di Taranto offriranno l’olio per la lampada della pace. L’incontro, presieduto da mons. Miniero, vedrà la partecipazione anche dei sindaci delle diocesi di Oria e Castellaneta, in un gesto simbolico di unità territoriale.
Venerdì 8 maggio
A mezzogiorno, nella Cappella del Santissimo Sacramento, si terrà la Supplica alla Madonna di Pompei e una preghiera per il Santo Padre Leone XIV nel primo anniversario della sua elezione. Alle 18 mons. Miniero presiederà la liturgia della Parola e consegnerà il simulacro del Santo Patrono al sindaco Pietro Bitetti, dando avvio alla tradizionale processione a mare. Il corteo partirà da piazza Duomo, attraverserà largo Arcivescovado e corso Vittorio Emanuele II fino alla banchina Sant’Eligio, dove il simulacro sarà imbarcato sulla nave “Cheradi” della Marina Militare. Lo sbarco avverrà al Castello Aragonese, da cui la processione rientrerà in Cattedrale passando per piazza Castello e via Duomo.
Sabato 9 maggio
Alle 16.30 si terranno i primi vespri della solennità di San Cataldo con la partecipazione dei canonici del Capitolo Metropolitano. Alle 17 seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Miniero, durante la quale saranno conferiti i ministeri laicali.
Domenica 10 maggio – Solennità di San Cataldo
La giornata si aprirà alle 9 con la celebrazione eucaristica. Alle 11 si terrà la commemorazione dell’Inventio Corporis Sancti Cataldi e l’ostensione della crocetta aurea, presieduta da mons. Emanuele Ferro. Alle 11.30 la celebrazione eucaristica sarà dedicata anche alla Festa della Mamma, con un gesto simbolico rivolto a tutte le madri. Nel pomeriggio, alle 17, la solenne celebrazione eucaristica con il rinnovo dell’obbedienza al successore di San Cataldo sarà presieduta da mons. Miniero. Seguirà la grande processione cittadina, che attraverserà piazza Duomo, largo Arcivescovado, corso Vittorio Emanuele II, piazza Castello, il ponte San Francesco di Paola, corso Due Mari, il lungomare Vittorio Emanuele III, via Anfiteatro, via Berardi, piazza Maria Immacolata e via D’Aquino. Dal balcone della Chiesa del Carmine l’arcivescovo rivolgerà l’allocuzione e impartirà la benedizione papale con indulgenza plenaria. Il rientro avverrà lungo via D’Aquino, via Margherita, via Matteotti, piazza Castello e via Duomo.