CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’era un silenzio particolare, questa mattina, nell’area degli ex cantieri Tosi. Un silenzio che non appartiene ai luoghi abbandonati, ma ai luoghi che stanno per rinascere.
L’acqua del Mar Piccolo, appena increspata, restituiva l’immagine di un cantiere che non è più soltanto memoria industriale, ma promessa di futuro. È qui che Officine Jolly, associata Confapi, ha presentato il progetto del “Trapianto pilota della fanerogama Cymodocea marina”, l’ultimo tassello dell’ante opera che consentirà di accedere al finanziamento da dieci milioni di euro destinato alla riqualificazione del grande capannone degli ex Tosi.
Alla presentazione erano presenti il presidente di Confapi delle Officine Jolly, Fabio Greco, il presidente delle Officine Jolly Antonio Pittaro, la biologa Maria Annunziata Tronno, gli assessori comunali Giovanni Patronelli e Francesco Cosa, l’ingegner Aniello della Provincia di Taranto, i rappresentanti dell’associazione “Mare per sempre” guidata da Arturo Casale, insieme a tecnici, operatori e volontari che hanno reso possibile un intervento complesso e simbolico.
Il trapianto dei 100 metri quadrati di Cymodocea marina rappresenta infatti un gesto di cura verso un fondale parzialmente degradato, ma anche un atto necessario per chiudere definitivamente la fase preliminare richiesta per ottenere la concessione edilizia. Da oggi, con l’ante opera completata, il percorso di riqualificazione può finalmente entrare nel vivo.
Antonio Pittaro ha ricordato il lungo cammino affrontato dalla proprietà: «La famiglia Greco ha investito con caparbietà in un progetto in cui crede profondamente. Questa è l’ultima fase che ci permetterà di avviare i lavori. Sono già stati firmati finanziamenti per dieci milioni di euro e speriamo che nel 2027 si possa vedere la prima fase di rinascita del cantiere». Ha poi spiegato come il trapianto della fanerogama rappresenti l’ultimo adempimento richiesto: «Dopo quattro anni, questo è l’ultimo metro quadro sui cento previsti. Tutte le altre opere preliminari, come la pulizia dei fondali, sono state completate. Ora possiamo guardare avanti».
Fabio Greco ha sottolineato il valore ambientale e civico dell’intervento: «Oggi completiamo l’ultimo metro quadro di piantumazione della Cymodocea, un progetto importante per Taranto, tra i pochi in Italia. Lo abbiamo fatto perché ci teniamo alla città e all’ambiente. Abbiamo sostenuto caratterizzazioni, pulizie e piantumazioni per un investimento di 600-700 mila euro a carico della famiglia Greco. Da domani vogliamo ripartire subito».
La biologa Maria Annunziata Tronno ha illustrato il significato ecologico dell’operazione: «Cento metri quadrati di Cymodocea producono una quantità di ossigeno fondamentale per l’ambiente marino e per l’atmosfera pari a 50 alberi. Il trapianto è stato complesso: tutto è stato fatto manualmente, seguendo le linee guida nazionali. Ora servirà un monitoraggio costante, almeno per un anno, per garantire l’attecchimento delle piante».
Sergio Passarelli, dell’associazione “Mare per sempre”, ha ricordato il lavoro svolto prima della posa: «Su ottomila metri quadrati abbiamo effettuato una pulizia superficiale del fondale da plastica, vetro, reti e cassette. Solo dopo è stato possibile procedere con la piantumazione. Ringraziamo le istituzioni che ci hanno supportato, dalla Capitaneria ai Vigili del Fuoco, fino al Comune e alla Provincia».
Con l’ante opera conclusa, si apre ora la fase più attesa: la trasformazione del grande capannone. La prima campata sarà dedicata esclusivamente al settore navale; la seconda ospiterà spazi tecnici per meccanica, motori elettrici, carpenteria e tubazioni, con attività rivolte sia al navale sia al terrestre e al ferroviario, dove verranno installate tre linee. Le campate successive saranno destinate alla navalmeccanica, con spazi per grandi aziende e per l’indotto. La parte superiore della prima campata ospiterà invece gli uffici e le aule di formazione pratica, in continuità con il protocollo d’intesa firmato con l’Università di Bari per i corsi di Scienze del Mare.
Il progetto, nelle intenzioni della proprietà, porterà nel sito almeno duecento dipendenti e restituirà alla città un polo produttivo moderno, sostenibile e integrato con il territorio. Oggi, tra il profumo del mare e il rumore lieve delle imbarcazioni, Taranto ha visto nascere un seme. E come la Cymodocea che attecchisce sul fondale, anche questo cantiere sembra pronto a tornare a respirare.