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Taranto continua a interrogarsi sul proprio futuro aeroportuale, mentre dalla società civile arrivano parole che suonano come un richiamo diretto alle istituzioni.

«Taranto ha un aeroporto d’interesse nazionale, con una pista da 3.200 metri tra le più lunghe d’Italia, capace di accogliere senza problemi anche aeromobili intercontinentali. È un’infrastruttura completa, pronta, strategica», afferma Alfredo Luigi Conti, presidente del movimento Taranto Diritto di Volare e componente dell’Unione Movimenti Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie. Una premessa che introduce una denuncia chiara: la città possiede un’infrastruttura pienamente operativa, ma da anni non può utilizzarla per i voli passeggeri di linea.
Conti parla di un diritto negato, di una richiesta che non ha nulla di campanilistico. «Non è una richiesta capricciosa né un sogno di provincia. È una questione di mobilità, sviluppo, lavoro, indotto economico». Il ragionamento si fonda su un principio semplice: ogni aeroporto che attiva voli passeggeri genera un ecosistema di servizi, imprese, turismo, logistica, occupazione. «Taranto non chiede privilegi: chiede semplicemente di poter partecipare a ciò che altrove è normale».
Il presidente richiama anche un passaggio contenuto in un documento ufficiale della Regione Puglia, dove si parla di “fallimento del mercato” attribuito ad Aeroporti di Puglia. «Una frase che pesa come un macigno», osserva Conti, perché certifica ciò che i cittadini denunciano da oltre vent’anni: la mancata valorizzazione di un’infrastruttura che avrebbe potuto cambiare il destino del territorio. «Se il mercato è fallito, allora è dovere delle istituzioni intervenire, non continuare a rinviare. Se la continuità territoriale è necessaria, allora va attivata. Se l’aeroporto è d’interesse nazionale allora va utilizzato come tale».
Il tono si fa più diretto quando Conti parla di immobilismo e promesse disattese. «Taranto non può restare ostaggio dell’immobilismo. Non può essere trattata come una periferia da tenere buona con studi che non portano a nulla. Non può essere esclusa da un diritto che altrove viene garantito senza esitazioni». E aggiunge che chi governa la Regione ha il compito di ascoltare, decidere, agire, perché «un aeroporto che non vola è un’occasione sprecata, un territorio che non cresce, un futuro che si restringe».
Il messaggio finale è un appello ma, anche, una constatazione: «Taranto merita molto di più. E i cittadini lo stanno dicendo da anni, con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni». Una voce che si somma a molte altre, in un momento in cui la città chiede risposte concrete sul proprio diritto alla mobilità e sul ruolo che l’aeroporto di Grottaglie può e deve avere nel suo sviluppo.

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