CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Taranto arriva al Primo Maggio con il fiato corto ma con la schiena dritta.
È una città che conosce la fatica, che porta addosso le cicatrici del lavoro e delle sue crisi, ma che continua ostinatamente a cercare un modo per rialzarsi. Perché – lo ripetiamo spesso, quasi fosse un mantra necessario – perché cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi. E Taranto, più di ogni altro luogo, sembra chiamata ogni anno a dimostrare di saperlo fare.
Il quadro è complesso, e negarlo sarebbe un esercizio di retorica. Le vertenze aperte sono molte e pesanti: l’ex Ilva, con migliaia di famiglie sospese tra incertezze industriali e promesse di rilancio; Leonardo, dove i lavoratori chiedono garanzie su produzioni e prospettive; Natuzzi, simbolo di un settore che ha perso terreno e che lotta per non disperdere competenze storiche del territorio, la Cittadella della Carità. E poi il porto, infrastruttura strategica che potrebbe essere un hub del Mediterraneo e che invece vive di potenzialità inespresse, rallentamenti, occasioni mancate. Non è un piagnisteo: è la fotografia di un territorio che ha bisogno di risposte, non di slogan.
In questo scenario, l’amministrazione comunale – tutta, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione – è chiamata a un salto di qualità. Non basta parlarsi addosso, non bastano le conferenze stampa o le dichiarazioni di principio. Servono scelte, visione, capacità di costruire alleanze istituzionali e industriali. Taranto non può permettersi un dibattito politico autoreferenziale mentre il mondo del lavoro chiede ascolto e soluzioni. La città ha bisogno di una guida che sappia tenere insieme emergenze e futuro, vertenze e sviluppo, crisi e opportunità.
Ed è proprio in questo contesto che il Primo Maggio assume un valore particolare. A tenere alta l’attenzione non ci sono solo i sindacati, ma anche – come accade ormai da tredici anni – il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che con il concerto Uno Maggio Taranto richiama la città alla riflessione collettiva. Un appuntamento nato dal basso, cresciuto senza padrini né sponsor politici, capace di trasformare un palco in un luogo di coscienza civile. Anche quest’anno l’appuntamento è al Parco delle Mura Greche, intitolato a Massimo Battista, attivista del Comitato e già consigliere comunale, scomparso prematuramente. Un luogo che porta il suo nome e la sua eredità: la convinzione che Taranto meriti dignità, diritti, futuro.
Il comunicato ufficiale dell’edizione 2026 (la direzione artistica è affidata a Diodato, Roy Paci, Valentina Petrini e Michele Riondino, mentre la conduzione vedrà sul palco Andrea Rivera, Martina Martorano, Serena Tarabini e Maria Cristina Fraddosio) parla chiaro: il cuore pulsante del documento politico è “Restiamo umani”, un monito che attraversa l’intera manifestazione. «La politica deve migliorare le vite, rimuovere le ingiustizie. Basta fare gli interessi dei potenti», si legge nel testo . Sul palco si alterneranno artisti come Brunori Sas, Subsonica, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario e molti altri, in una line-up che unisce generazioni e linguaggi diversi . Accanto alla musica, le voci della società civile: Francesca Albanese, Amnesty International, Omar Barghouti, Tomaso Montanari, Emergency, No Tav, Rete No RWM Sardegna, fino alla testimonianza di Maria Teresa Daprile, vedova dell’operaio Ilva Claudio Salamida, accompagnata dall’avvocata Ornella Tripaldi.
E allora questo Primo Maggio può essere l’occasione per guardare Taranto senza rassegnazione. Una città che cade, sì, ma che ogni volta prova a rialzarsi. Una città che chiede alla politica di essere all’altezza, alle imprese di investire davvero, ai cittadini di non smettere di partecipare. Una città che, nonostante tutto, continua a credere che il futuro non sia un destino già scritto ma un orizzonte da costruire insieme.
Perché cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi. E Taranto, ancora una volta, prova a farlo.
SI RINGRAZIANO
CM-TS, PECORARO PARRUCCHIERI, BUILD ENGINEERING, C.M.N. SERVICE S.R.L. E MONTECRISTO GARAGE