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È stato presentato come un passaggio strategico per il futuro energetico e industriale del Paese l’accordo siglato a Taranto tra l’Associazione Termotecnica Italiana (ATI) e il Tecnopolo Mediterraneo.
La Convenzione Quadro, firmata il 30 aprile nella sala Monfredi della Camera di Commercio Brindisi–Taranto, è stata descritta da tutti i protagonisti come un tassello fondamentale nella costruzione di una piattaforma nazionale dedicata alla transizione energetica, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. Alla firma erano presenti i presidenti delle due istituzioni, Riccardo Amirante per l’ATI e Antonio Messeni Petruzzelli per il Tecnopolo, insieme a rappresentanti del mondo accademico, industriale e istituzionale.
L’accordo è stato collocato nel quadro delle politiche nazionali sulla transizione energetica e ambientale, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra il Tecnopolo e la comunità scientifica italiana che opera nei settori dell’energia, dei sistemi energetici, della mobilità sostenibile e della fisica tecnica ambientale e industriale. La Convenzione ha previsto lo sviluppo di programmi congiunti su decarbonizzazione, sicurezza energetica, economia circolare e mobilità sostenibile, con particolare attenzione alla realizzazione di progetti dimostrativi e iniziative ad alto contenuto tecnologico.
Nel corso della presentazione, il presidente del Tecnopolo Mediterraneo, Antonio Messeni Petruzzelli, ha spiegato che «l’obiettivo del Tecnopolo è stato quello di costruire un sistema che mettesse a valore le competenze tecnico-scientifiche dell’ATI, che a livello nazionale racchiude i saperi più avanzati sui temi della termotecnica». Ha sottolineato che la missione del Tecnopolo è stata «valorizzare la ricerca, cercando di trasferirla in progettualità concrete, in progetti capaci di dialogare con le imprese». Petruzzelli ha indicato come aree di particolare interesse «la decarbonizzazione, la mobilità sostenibile e l’economia circolare», ricordando che «tutti questi temi hanno avuto come filo conduttore la transizione energetica». Ha aggiunto che il Tecnopolo ha lavorato per «sviluppare soluzioni tecnologiche in grado di supportare il sistema industriale», puntando a una capacità di risposta «pronta e adeguata alle esigenze reali del Paese».
Il presidente dell’Associazione Termotecnica Italiana, Riccardo Amirante, ha definito l’intesa «un accordo che si è tradotto grazie al dna di un gruppo associativo storico, con cento anni di attività». Amirante ha ricordato che l’ATI «ha riunito i quattro settori accademici che si occupano di energia, accumulo energetico e mobilità sostenibile, temi centrali e prerequisiti per ogni attività industrializzata». L’intersezione con il Tecnopolo Mediterraneo, ha spiegato, «ha potuto portare risultati estremamente rilevanti e immediatamente trasferibili, che tanto Taranto quanto la Puglia e l’Italia non tarderanno a misurare». Ha evidenziato che l’ATI «è un’associazione in cui l’accademia si congiunge con il mondo dei policy maker», e che proprio per questo l’accordo quadro «ha previsto strumenti operativi immediati». Tra questi, Amirante ha citato «un tavolo tecnico che si è attivato subito per affrontare le questioni più rilevanti, a partire da quelle legate alla città di Taranto». Il tavolo, ha precisato, «è stato rappresentato dai membri dell’accademia, attingendo alle competenze presenti in tutta Italia nei settori dei sistemi energetici, della conversione dell’energia e della fisica tecnica ambientale e industriale».
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come Taranto abbia assunto un ruolo centrale in questo scenario, configurandosi come piattaforma nazionale di sperimentazione della transizione industriale. Le sinergie tra ricerca scientifica, sistemi produttivi e politiche pubbliche sono state indicate come elementi capaci di generare modelli replicabili su scala nazionale. L’intesa, è stato sottolineato, ha puntato a dare un impulso concreto allo sviluppo dei settori dell’energia, della mobilità sostenibile e della tutela ambientale, rafforzando il ruolo del Tecnopolo quale hub di riferimento per l’innovazione e valorizzando il contributo della comunità tecnico-scientifica italiana.