CRONACHE TARANTINE
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È salpata da Taranto con l’obiettivo dichiarato di «rompere il muro di silenzio» attorno alla Palestina e riportare il tema nei porti e nelle città italiane.
La Ghassan Kanafani, la barca a vela della Freedom Flotilla che lo scorso ottobre era partita da Otranto e poi costretta a fermarsi vicino alle coste greche per un guasto, è ora pronta a inaugurare l’iniziativa “100 porti – 100 città”, scegliendo il capoluogo ionico come punto di ripartenza. La prima tappa sarà Rossano Calabro, dove il gruppo farà sentire la propria vicinanza ai detenuti palestinesi presenti nel carcere locale. I contenuti della missione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di sabato 2 maggio nei pressi di piazza Fontana, in città vecchia, alla presenza di attivisti, volontari e rappresentanti delle realtà che compongono il coordinamento territoriale.
Per il Comune di Taranto hanno portato i saluti istituzionali il consigliere comunale Luca Contrario e l’assessora Fulvia Gravame. Contrario ha spiegato di aver partecipato «con grande emozione e orgoglio», sottolineando che «l’iniziativa è una nuova campagna di mobilitazione civile che parte da Taranto con l’obiettivo di rompere il silenzio sull’assedio di Gaza». Ha aggiunto che «il Comune sostiene ufficialmente la missione e il popolo palestinese», ricordando come «due territori siano uniti nella lotta contro chi li vuole terre di sacrificio».
Gli attivisti della Freedom Flotilla hanno illustrato il senso del viaggio e le motivazioni che li spingono a portare la questione palestinese lungo le coste e nell’entroterra italiano. Vincenzo Fullone, attivista Freedom Flotilla Italia, ha raccontato che «l’idea è far arrivare la voce di Gaza nei porti italiani», spiegando che in ogni tappa «salirà a bordo un giovane palestinese evacuato dalla Striscia, per raccontare la propria storia e ricordare che dietro ogni immagine ci sono persone reali, con un nome e un vissuto». Ha aggiunto che l’obiettivo è «rompere l’assuefazione e restituire umanità a chi è stato disumanizzato».
Shokri Alhroub, responsabile della logisitca, ha parlato della necessità di «rafforzare la solidarietà verso chi partecipa alla missione», ricordando che la campagna coinvolgerà decine di città e porti. Ha spiegato che la barca «navigherà lungo le coste italiane mentre due camper raggiungeranno i centri dell’entroterra», con l’intento di «sensibilizzare sul dramma vissuto dalla popolazione palestinese e promuovere iniziative di sostegno». Ha sottolineato che la missione vuole «accendere l’attenzione anche sul tema dei detenuti palestinesi in Italia» e che il gruppo «continuerà a sostenere strutture sanitarie e progetti umanitari nei territori colpiti».
Mariangela Piccinno, referente per Taranto e provincia, ha ricordato che «la città si è unita grazie a tante realtà associative e singoli cittadini», dando vita a un coordinamento che «ha sostenuto e continuerà a sostenere la Freedom Flotilla». Ha spiegato che la missione «creerà reti solidali e resistenti, per parlare di Palestina sempre e comunque, anche quando i riflettori mediatici si spengono». Ha illustrato il percorso: «La barca seguirà la rotta via mare, mentre il camper toccherà piazze e paesi dell’entroterra. La prima tappa sarà Rossano, poi Crotone, Reggio Calabria e via via lungo la costa tirrenica fino alla Liguria».
Zaher Darwish, coordinatore nazionale Freedom Flotilla Italia, ha evidenziato che l’obiettivo è «raccogliere un sentimento diffuso di partecipazione e solidarietà espresso dal popolo italiano in questi mesi», cercando di «mettere in collegamento le comunità italiane con quella palestinese». Ha spiegato che la missione vuole «dare voce a chi chiede pace, diritti e protezione per la popolazione civile».
La Ghassan Kanafani lascia dunque Taranto con un carico simbolico forte e con l’intenzione di trasformare ogni porto in un luogo di ascolto, testimonianza e mobilitazione civile. Un viaggio che attraverserà l’Italia per riportare al centro dell’attenzione una crisi umanitaria che, come ricordano gli organizzatori, «non può essere ignorata».